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Rottamazione quater, la rata sta per scadere: c’è una mini proroga – ecco quando e come pagare

Rottamazione quater, la rata sta per scadere: c’è una mini proroga – ecco quando e come pagare

I versamenti da effettuare, le date e dove recarsi per mettersi in regola

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Roma Oggi 28 febbraio la nuova scadenza per il pagamento che riguarda la rottamazione-quater. Riguarda i contribuenti in regola con i versamenti precedenti che devono pagare l’undicesima rata. Come spiega l'Agenzia delle Entrate e Riscossione, per i riammessi alla definizione agevolata il versamento è riferito alla terza rata prevista dal piano di riammissione. Contando i cinque giorni canonici di tolleranza, saranno comunque considerati validi anche i pagamenti effettuati entro il 9 marzo 2026. 

La proroga e dove pagare

La prossima scadenza della rottamazione quater è dunque in scadenza. Ma è possibile beneficiare di una mini proroga grazie all’incrocio dei 5 giorni canonici di tolleranza con la fine settimana: il versamento si potrà effettuare fino alla scadenza del 9 marzo 2026.

Il pagamento si potrà effettuare in banca, agli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat abilitati. È possibile versare il pagamento anche utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti al nodo pagoPa, sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione e con l'App Equiclick. Ma si può pagare anche agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione prenotando un appuntamento.

Il decreto Milleproroghe

Il Milleproroghe ha previsto una nuova opportunità per chi non era in regola con i pagamenti. Il provvedimento ha stabilito che, limitatamente ai debiti compresi nelle dichiarazioni a suo tempo effettuate per aderire alla Rottamazione-quater, i contribuenti che alla data del 31 dicembre 2024 risultavano “decaduti” a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento di quanto dovuto, potevano presentare, entro il 30 aprile 2025, domanda di riammissione ai benefici previsti e scegliere se pagare in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2025 o in un numero massimo di 10 rate.

Che cosa succede se non si paga

Come si legge sul sito dell'Agenzia delle Entrate, in caso di mancato pagamento, oppure qualora venga effettuato oltre il termine ultimo o per importi parziali, la legge prevede la perdita dei benefici della definizione agevolata e gli importi già corrisposti verranno considerati a titolo di acconto sulle somme dovute.

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