La Nuova Sardegna

Il mondo in guerra

Conflitto in Iran, sono almeno mille i sardi intrappolati fra Maldive, Seychelles e Thailandia: «Stiamo lavorando per farli rientrare»

di Ilenia Mura
Conflitto in Iran, sono almeno mille i sardi intrappolati fra Maldive, Seychelles e Thailandia: «Stiamo lavorando per farli rientrare»

Caos voli, l’allarme di Fiavet Sardegna e Assoviaggi: «La più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni»

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Cagliari Maldive, Seychelles, Mauritius, Thailandia: «I sardi bloccati in giro per il mondo sono circa un migliaio» spiega Gian Mario Pileri (Fiavet Sardegna): «Le agenzie di viaggio e i tour operator stanno lavorando a stretto contatto con la Farnesina e le compagnie aeree per cercare di trovare le migliori soluzioni possibili in modo da riproteggere i voli. La situazione – rassicura – è comunque sotto controllo, nessun allarme ma solo qualche disagio per chi vedrà saltare impegni di lavoro e non solo».

I viaggi di rientro di chi è volato verso mete da sogno sono dunque rimandati: «Purtroppo le rotte internazionali verso le mete orientali fanno scalo nei 4 hub degli Emirati Arabi». Diventati la porta principale verso l’Estremo Oriente (dalla Cina al Giappone) o verso Thailandia, Maldive, Malesia, Sri Lanka, Seychelles, Mauritius, mete turistiche tra le più ambite soprattutto in questo periodo.

Dagli scali Dubai e Abu Dhabi, ma anche Doha in Qatar transitano circa 4 milioni di passeggeri (internazionali e italiani) con destinazione verso spiagge e atolli da sogno dell’Oceano Indiano dove migliaia di turisti sono rimasti intrappolati. Fra loro, alcuni diabetici, per esempio, stanno esaurendo le scorte dei farmaci. A pesare è soprattutto l’incertezza: nessuno sa quando e come potrà tornare a casa.

Spazi aerei chiusi, voli dirottati e cancellati: oltre il caos nei cieli di mezza Europa, sotto attacco c’è anche il turismo organizzato. A rischio tutti i pacchetti delle vacanze già chiusi e ovviamente pagati da chi sognava di partire per Pasqua verso le mete raggiungibili dal Medio Oriente. Assoviaggi Confesercenti lancia l’allarme: «Il conflitto in Iran ha causato nel week end appena trascorso la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni» e il turismo organizzato «oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere altre circa 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti».

Assoviaggi e il Centro Studi Turistici di Firenze hanno fatto una stima, considerando le reazioni immediate del mercato e ipotizzando una soluzione rapida del conflitto in corso nell’area del Medio Oriente. La perdita deriverebbe sia da rinunce al viaggio su prodotti già acquistati, sia da proposte all inclusive già programmate verso le destinazioni a maggior rischio sicurezza che potrebbero restare invendute.

«Ogni anno verso i paesi indirettamente coinvolti nelle azioni militari – Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania, Arabia Saudita e, in misura minore, Oman – viaggiano oltre 610mila italiani e circa 60mila di loro si avvalgono dei servizi di Tour operator e agenzie di viaggio – informa Assoviaggi – con l'intensificarsi delle azioni militari, l'intera area ha subito un'improvvisa escalation con un impatto immediato sulla sicurezza e sulla logistica dei viaggi, a partire dalla chiusura degli spazi aerei e dalle conseguenti cancellazioni di numerosi voli». Lo scenario potrebbe essere più chiaro nei prossimi giorni: «Ma in ogni caso le scelte di viaggio degli italiani verso l'area sono destinate a rallentare».

«Per le prenotazioni già pianificate –  spiega Assoviaggi – le imprese del turismo organizzato si trovano a gestire criticità legate ad annullamenti dei voli, rinunce al viaggio e possibili scoperture assicurative connesse a instabilità politica o atti di guerra. In queste ore, inoltre, dalle imprese associate stanno arrivando richieste di intervento e sostegno al settore, alla luce delle cancellazioni che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni e che potrebbero riguardare anche destinazioni non direttamente interessate dall'area di crisi. E dai cinque Paesi coinvolti dagli effetti iniziali del conflitto si registrano mediamente oltre 170mila arrivi annui e più di 2,5 milioni di pernottamenti: un elemento che segnala un possibile impatto anche sui flussi verso l'Italia, oltre che sulle partenze».

Assoviaggi Confesercenti chiede che si valuti rapidamente l'attivazione di misure di sostegno per le imprese del turismo organizzato, a partire da strumenti di liquidità per gestire l'ondata di annullamenti e riprotezioni. Le cifre del trasporto aereo parlano di 45 voli cancellati sull'aeroporto di Fiumicino lunedì 2 marzo, e 12 il 3 marzo, su circa 800 voli giornalieri operati nello scalo romano. Su Milano Malpensa  voli cancellati a causa della chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente lunedì 2 marzo sono stati 14. Non si vola a Doha, Dubai, Tel Aviv, Kuwait city, Bahrain, Jeddah, oltre che il New York di Emirates. Sono rimasti a terra anche le migliaia di passeggeri che, utilizzando gli hub delle grandi compagnie mediorientali, puntavano a raggiungere gli aeroporti dell’Asia e dell’Africa. Impossibile al momento sapere quanto durerà la situazione di stallo. Wizz Air ancora oggi ha confermato che, a seguito della recente escalation della situazione di sicurezza in Iran, tutti i voli da e per l’Arabia Saudita sono stati cancellati fino al 7 marzo compreso.
Intanto «questa sera 3 marzo dovrebbe arrivare a Milano il volo con i 200 ragazzi che partecipavano alla simulazione delle Nazioni Unite a Dubai». Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'Arctic Circle Rome Forum.

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