La Nuova Sardegna

La storia

Dal Sardigna Beach allo Yoga, Luca Fattacciu: «Il mio cuore diviso fra il mare di Stintino e la spiritualità dell’India»

di Argentino Tellini
Dal Sardigna Beach allo Yoga, Luca Fattacciu: «Il mio cuore diviso fra il mare di Stintino e la spiritualità dell’India»

L’imprenditore di Porto Torres racconta la nuova vita tra il suo stabilimento balneare in Sardegna e i templi buddisti

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La pace interiore e la ricerca della propria identità ai piedi dell’Himalaya. Lontano da guerre, genocidi e politica. È la storia di Luca Fattacciu, 54 anni di Porto Torres, volto molto conosciuto nel territorio, d’estate gestore di successo del Sardigna Beach, un importante stabilimento balneare a Stintino. Tra una stagione e l’altra però Luca molla tutto, immergendosi nella spiritualità profonda dei templi buddisti: in Thailandia a Chiang Mai e in India, a Bhagsunag (Dharamshala).

Sono luoghi in cui il tempo non scandisce le ore, ma traccia un passaggio verso l’infinito. Attraverso la meditazione, la conoscenza, lo Yoga e l’amicizia.

In questi giorni a Dharamshala c’è un motivo in più per rimanere: l’Holicolor, uno dei festival Induisti più belli del mondo. Artisti, luci, musica ed atmosfere che invadono l’anima. E tante persone che stanno insieme, come fratelli, provenienti da ogni parte del pianeta. «Ci sono anche molti italiani - precisa Luca -. Persino un sardo originario di Tula».

«Prima facevo una vita dedicata alla mondanità, alcol e droghe - racconta - ma con una famiglia all’avanguardia e mio padre, professore, che mi ha sempre aiutato, soprattutto nelle mie inquietudini giovanili».

Nel 2011 la svolta. Inizia la gestione dello stabilimento balneare con diversi appartamenti e servizi connessi. In più la scoperta della meditazione. «La mia curiosità e una mia amica mi hanno fatto avvicinare allo Yoga - sottolinea -. Nel 2015 il viaggio in Thailandia a esplorare il Buddismo e l’Hata Yoga. Un anno dopo in India a studiare Ashtanga Yoga, nella scuola del fondatore Pattabhj Jois a Mysore, diventando discepolo di Moji Baba e Prem Baba, a Rishikesh. Dove - spiega Luca Fattacciu - ho cominciato a conoscere la filosofia di Vivekananda, Shivananda e Parahmansa Yogananda».

Quindi per Luca ciò che definisce il grande dono. «Mentre ero ad Arambol - osserva - ho incontrato Mahi, un maestro che insegna lo Yoga e ad evolversi facendo del bene». Luca incontra anche il suo Mantra. «Yoga è sapersi guardare dentro – afferma – in confidenza con le proprie emozioni: è la lingua dell’inconscio. Questo il primo grande insegnamento del maestro». «Nel 2017 - continua Luca - ho conseguito il diploma di insegnante internazionale di Yoga e come premio il Baba (monaco) del Tempio di Aghanijar Mahadaev, amico di Mahi, mi ha fatto partecipare per 10 giorni alla vita del tempio stesso. A partire del suono della campana della sveglia (il mattino presto alle 5) , dedicata ad Hanuman, sino alla Puja, la preghiera serale delle 7 della sera, prima di andare a dormire alle 9 nella stanza dedicata a Shiva».

C’è anche un altro evento particolare. «L’anno scorso – ricorda Luca Fattacciu – con un gruppo di amici Rastafarai a Varanasi abbiamo partecipato al festival induista più importante al mondo chiamato Maha Khumb Mela. Rastayuga (sassarese) si è esibito unendo reggae e musica indiana all’interno dell’Ashram del Tantrika Shringirishi, scrivendo una pagina memorabile della rassegna».

Ma non solo meditazione, studi e Yoga. «Nel 2018 l’incontro con la spiritualità e la medicina popolare sarda attraverso Gianpaolo Demartis. Negli ultimi cinque anni – prosegue Fattacciu – mi sono interessato anche di ipnosi, aggiornandomi con le migliori tecniche di vendita nel mio mestiere».

Non manca un altro importante incontro. «Quello con Daniele Di Benedetti e il Baba Chapra Das, che hanno riacceso in me la forza incrollabile della determinazione».

Nel frattempo per Luca Fattacciu la realizzazione di un importante progetto personale: un ebook dal titolo “Il potere dell’equilibrio”. Ovvero meccanismi e strumenti che aiutano a vivere. La chiave delle pagine nell’insegnamento di un maestro: «Per cambiare o trovi un modo o trovi una scusa».

Luca ha imparato che le scuse non sono soluzioni. «Dobbiamo invece prenderci cura della nostra energia – aggiunge – . L’eccellenza richiede presenza, bisogna avere l’umiltà di ammettere di avere sbagliato, ritornare ad amare la vita ed essere contenti di noi stessi. Il che non significa non aspirare a migliorare ulteriormente».

Luca Fattacciu vive a Dharamshala in un piccolo appartamento, quasi spartano. Tra qualche settimana sarà tempo di rientrare a Porto Torres e mettersi all’opera per preparare la nuova stagione lavorativa. Nel mare turchese sardo, quello di Stintino, con un occhio rivolto sempre all’Himalaya. Dove ancora ci sono tante persone che vivono in armonia. Un’eccezione in questi tempi tribolati.

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