Crisi della casa in Europa, il Parlamento Ue approva il primo rapporto: mancano 10 milioni di abitazioni
Via libera a Strasburgo con 367 voti favorevoli. Nel documento proposte su affitti, edilizia pubblica, ristrutturazioni energetiche e regole sugli affitti turistici
Roma Il Parlamento europeo ha approvato il primo rapporto dedicato alla crisi abitativa nell’Unione. Il documento è passato con 367 voti favorevoli, 166 contrari e 84 astensioni e rappresenta un passaggio politico significativo su un tema tradizionalmente di competenza nazionale.
La relazione indica una serie di orientamenti destinati alla Commissione europea e ai governi degli Stati membri: più abitazioni accessibili, nuovi investimenti e interventi per affrontare alcune dinamiche che negli ultimi anni hanno modificato profondamente il mercato immobiliare, tra cui la crescita degli affitti turistici e la carenza di alloggi nelle grandi città. Il testo non introduce norme vincolanti immediate, ma stabilisce una linea politica che potrà influenzare le future iniziative europee sul tema della casa.
I numeri della crisi abitativa
Secondo le stime richiamate dal Parlamento europeo, come riportato dal Corriere della Sera, nell’Unione mancano circa 10 milioni di abitazioni. Nello stesso periodo i canoni di affitto sono cresciuti di oltre il 30%. Una pressione che incide soprattutto su giovani e famiglie. «Una generazione che non può permettersi una casa non può costruire un futuro», ha affermato il relatore del rapporto, l’eurodeputato spagnolo Borja Giménez Larraz.
Le proposte per più alloggi accessibili
Le raccomandazioni contenute nella relazione della commissione speciale sulla crisi abitativa — la Hous — si inseriscono nel quadro del futuro Piano europeo per gli alloggi accessibili che la Commissione dovrà elaborare. Tra le indicazioni principali c’è la richiesta di mobilitare risorse europee e coordinare meglio i finanziamenti già disponibili. Il Parlamento propone anche di destinare fondi alla ristrutturazione degli edifici per migliorare l’efficienza energetica e ridurre la povertà energetica. Il documento invita inoltre a definire standard qualitativi per le nuove abitazioni, con particolare attenzione all’isolamento termico, all’efficienza energetica e alla qualità dell’aria, e a incrementare la presenza di edilizia pubblica e sociale nelle città.
Affitti e mercato immobiliare
Una parte rilevante delle raccomandazioni riguarda il funzionamento del mercato immobiliare. Gli eurodeputati suggeriscono incentivi fiscali per le famiglie con redditi bassi e medi e la riduzione degli ostacoli fiscali per l’acquisto della prima casa, come le elevate imposte di registrazione. Tra gli obiettivi indicati anche quello di rendere più convenienti gli affitti a lungo termine, attraverso condizioni fiscali più favorevoli.
Il nodo degli affitti turistici
Uno dei capitoli più delicati riguarda gli affitti brevi legati al turismo, cresciuti rapidamente in molte città europee. Il Parlamento propone una normativa europea capace di trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e accessibilità economica delle abitazioni. L’idea è quella di definire obiettivi comuni a livello europeo lasciando però a Stati, regioni e amministrazioni locali la possibilità di adattare le misure alle specificità dei territori. Nel testo vengono affrontate anche altre questioni controverse: da un lato la condanna delle occupazioni abusive degli immobili, con l’invito a rafforzare la tutela dei proprietari; dall’altro il rafforzamento dei diritti degli inquilini e misure per evitare aumenti eccessivi degli affitti.
Semplificare l’edilizia
Tra le proposte più concrete compare anche un intervento sulla burocrazia nel settore edilizio. Il Parlamento chiede alla Commissione europea un pacchetto di semplificazioni che introduca procedure digitali per i permessi di costruzione e stabilisca un termine massimo di 60 giorni per il rilascio delle autorizzazioni. L’obiettivo è accelerare l’apertura di nuovi cantieri e facilitare gli interventi di ristrutturazione. La relazione guarda inoltre alla dimensione industriale del settore: gli eurodeputati chiedono di rafforzare la capacità produttiva europea nelle costruzioni e nelle ristrutturazioni, promuovendo materiali innovativi e sostenibili e introducendo requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti utilizzati nei progetti finanziati dall’Unione.
