Assunzioni, si cambia rotta: nel 2026 meglio le competenze della qualifica – Ecco cosa cercano i datori di lavoro
Addio carriera lineare in azienda, i datori puntano su esperienza e flessibilità
Roma L'86% dei datori di lavoro italiani valuta le competenze e l'esperienza più delle qualifiche formali in fase di assunzione e il 74% ritiene "obsoleti" i tradizionali percorsi di carriera lineare, in cui la crescita avviene in una sola azienda attraverso promozioni regolari. E i lavoratori italiani sono sempre più d'accordo: sebbene i percorsi lineari restino preferiti dalla maggioranza (il 39%), cresce la quota di coloro che vorrebbero carriere "a portafoglio", quelle in cui si cambia di frequente posizione, settore o progetto, puntando a crescere grazie all'acquisizione di competenze ed esperienza diverse.
Sono alcuni risultati del nuovo Randstad Workmonitor, l'indagine condotta in 35 Paesi sulle trasformazioni del mercato del lavoro che ha analizzato il nuovo significato della carriera e l'importanza del legame con i manager nelle organizzazioni, attraverso interviste a 27mila persone a livello globale (750 in Italia), tra lavoratori dipendenti e datori di lavoro. Più in generale, per i lavoratori cambia il concetto stesso di carriera: crolla l'importanza di sviluppo e promozioni in azienda (nel 2026 interessa il 57% dei lavoratori, era il 74% un anno fa) e oggi ben il 40% dei dipendenti non si è prefissato alcun obiettivo per i prossimi 5 anni.
Ma non è vero disinteresse, perché in assenza di opportunità di carriera il 43% degli italiani non accetterebbe un nuovo impiego, il 35% lascerebbe il lavoro attuale e il 27% lo ha già fatto. Più che altro si afferma una nuova visione "soggettiva" del successo, in cui le persone vogliono tracciare la propria rotta su valori come autenticità, autonomia, collaborazione e flessibilità, a cui non sono disposti a rinunciare. Tanto che il 38% dei lavoratori ha lasciato un posto che non si adattava alla propria vita personale, il 21% perché non gli è stata data sufficiente indipendenza. Il 39% dei talenti non accetterebbe un nuovo lavoro se non ci fosse flessibilità di luogo, il 40% flessibilità di orario. Nell'ultimo anno la metà dei lavoratori italiani ha tentato di adeguare il proprio stipendio al carovita chiedendo un aumento, solo il 30% ha visto accolta la propria richiesta. Al contrario, il 23% dei lavoratori ha subito una regressione economica.
