Giovani e Cannonau, la Sardegna esporta un modello di comunicazione per diventare ambasciatori del vino
Il progetto è stato presentato a Firenze e volerà al Vinitaly: «Aprite le cantine ai ragazzi, potrebbe anche diventare una professione del futuro»
Firenze Come si comunica il vino ai giovani? Magari aprendo loro le porte di vigne e cantine, facendoli appassionare e innamorare di un mondo dove potrebbero inizialmente entrare a piccoli passi, diventando poi a tutti gli effetti ambasciatori del vino.
Così il progetto su Cannonau e giovani – promosso da Sardegna Ricerche, in collaborazione con Assoenologi Sardegna, Brainlab di Iulm Milano, Università di Cagliari e l’Istituto Europeo di Design – ha conquistato la Toscana, esportando un modello di comunicazione che sta già strizzando l’occhio alle aziende vitivinicole della penisola, negli ultimi tempi in cerca di giovani comunicatori, massimi esperti delle piattaforme social – fra Tik Tok, Instagram e Facebook – dove oggi confluisce il 100 per cento, appunto, della comunicazione.
Si è svolto a Firenze il 13 marzo scorso il forum Assoenologi “Vino e Giovani: un incontro tra cultura e responsabilità” nato con l’intento di ascoltare la voce di una generazione che si confronta con il vino con curiosità, senso critico, attenzione alla salute e alla sostenibilità.
«Le nuove generazioni sentono il bisogno di approfondire e validare le proprie conoscenze, soprattutto in ambiti complessi come quello enologico», spiega il presidente Assoenologi Sardegna, Mariano Murru: «Per comprendere i nuovi modelli di consumo e promuovere una cultura del vino consapevole, questo evento ha messo al centro i giovani consumatori e le loro testimonianze dirette, con il contributo di formatori, giornalisti ed esperti. Fra l’altro il nostro settore ha sete di comunicatori».
Presieduto dal presidente nazionale Riccardo Cotarella, fra i relatori Giorgio Calabrese, medico specializzato in scienza dell’alimentazione, ha parlato di “Vino e Salute: tra evidenze scientifiche e percezione”. Dario Stefàno, presidente Centro Studi Enoturismo Università Lumsa di Roma, è intervenuto sul tema "Le nuove generazioni tra consumo e cultura del vino". Seguito da Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e neuromarketing alla Iulm di Milano che ha parlato di “Narrative emotive, percezioni sociali e consumo consapevole”. Al convegno anche Niccolò Lazzari, enologo, che ha messo a confronto il mondo dei social media, i giovani e il mondo del vino.
La Sardegna era presente con una delegazione di produttori dell’isola: «Hanno partecipato anche un migliaio di studenti – racconta Mariano Murru appena rientrato dalla Toscana – è stato un appuntamento importante che ha coinvolto 27 aziende sarde e durante il quale abbiamo presentato il progetto “Cannonau, un vino giovane” promosso da Sardegna Ricerche, in collaborazione con Assoenologi Sardegna, Brainlab di Iulm Milano, Università di Cagliari e l’Istituto Europeo di Design».
Un progetto che ora potrebbe essere utilizzato da tante altre aziende vitivinicole della Penisola: «Per comunicare meglio il mondo del vino nelle piattaforme utilizzate dai giovani, oltre che aprire loro cantine e vigne affinché possano appassionarsi al settore, conoscere gli operatori farli diventare ambasciatori di un settore come il nostro che ha tanto da insegnare», spiega Murru. Il progetto si concentra in particolare su un vitigno, il Cannonau, e su un target preciso di consumatori: «Ma costituisce una modalità di lavoro applicabile anche ad altre realtà produttive e, con gli opportuni adattamenti, altre tipologie di consumatori». Non solo Cannonau, ma anche Pinot, Barolo, Amarone. Verdicchio o Franciacorta.
Dalle cantine ai social: il Cannonau studia comunicazione
Durante l’attuazione del progetto è stata sviluppata la riflessione secondo cui per parlare di comunicazione verso i giovani, è fondamentale parlare e lavorare con i giovani stessi e con chi porta avanti con loro attività, progetti, studi. Su queste premesse nasce l’esigenza di una collaborazione con l’Università, descritta in maniera sintetica nella seconda linea di attività di progetto di seguito presentata. «L’obiettivo di questa azione – si legge nel progetto – è quello di coinvolgere i giovani in un’attività che li ponga non solo come destinatari delle azioni di comunicazione, ma proprio protagonisti della comunicazione». In previsione, l’attivazione di collaborazioni con diverse istituzioni formative territoriali che in qualche modo si occupano di comunicazione o operano nel settore vitivinicolo. Senza allontanarsi mai dal focus: la promozione e diffusione del messaggio che riguarda il bere responsabilmente. E quindi consumare alcol con moderazione, consapevolezza e rispetto per sé stessi e per gli altri.
Gli obiettivi
«Sensibilizzare le aziende sarde rispetto al ruolo fondamentale che riveste il fattore della comunicazione di un prodotto, fornire alle aziende strumenti utili a migliorare la propria comunicazione, in particolare verso il target dei giovani consumatori. Infine: «Avviare rapporti con i giovani, consumatori potenziali, perché siano promotori e veicolo del messaggio per cui il Cannonau è un vino giovane e ne promuovano il consumo responsabile».
Attuazione
Quali sono le preferenze, i significati e le aspettative che i giovani connettono alla scelta e al consumo di vino? Quali sono le permanenze e quali le discontinuità nei valori e nei modelli di fruizione dei giovani compresi nella fascia d’età tra i 20 e i 25 anni? Quali sono i temi e gli strumenti più efficaci per veicolare la comunicazione sul vino a questa fascia d’età? Il progetto – che sarà presentato al Vinitaly – cerca di fornire gli strumenti per rispondere a queste domande, portando avanti diverse linee di attività fra analisi, studio e ricerca.
