Roberta Bruzzone: «Vivo in un incubo da anni, le accuse di stalking di Sionis sono false e ora parlo» – Il video
La criminologa risulta indagata insieme a tre suoi collaboratori. «Costanti i tentativi di colpirmi come persona»
Sassari «C’è un momento, nella vita, in cui ti rendi conto che quello che stai vivendo non è più una normale dinamica di conflitto, non è più una polemica, non è più nemmeno uno scontro. È qualcosa che ti entra dentro, che ti accompagna ogni giorno, che cambia il modo in cui guardi le persone, il lavoro, perfino la realtà. Per me, questo momento ha una data precisa: 2019». Inizia così il post con cui Roberta Bruzzone presenta un video in cui dice tutto riguardo alla vicenda legata alla recente indagine per stalking ai danni della psicologa forense Elisabetta Sionis che la vede coinvolta con i suoi collaboratori.
«Da lì – continua – è iniziato qualcosa che faccio fatica a definire con parole “leggere”. Perché non sono leggere. È stato (ed è) un incubo. Un incubo fatto di accuse false, costruite e rilanciate con una determinazione che lascia senza parole. Un incubo fatto di attacchi continui, di narrazioni distorte, di tentativi costanti di colpire non solo me come professionista, ma me come persona, in ogni ambito della mia vita. E quando dico ogni ambito, non è una formula retorica. È esattamente quello che è successo».
«All’inizio – prosegue la criminologa – ti chiedi cosa sta succedendo. Poi provi a chiarire, a spiegare, a riportare i fatti per quello che sono. Poi capisci che non è un equivoco. E a un certo punto realizzi che c’è qualcosa di più profondo, qualcosa che ha una continuità, una struttura, una direzione. Ed è lì che smetti di inseguire le singole accuse inizi a guardare il disegno complessivo».
