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Il videogioco sardo del ragnetto sbaraglia tutti: “Oh, for bug’s sake” alla finale mondiale in Brasile

di Simonetta Selloni
Il videogioco sardo del ragnetto sbaraglia tutti: “Oh, for bug’s sake” alla finale mondiale in Brasile

Un team di giovani sviluppatori dall’isola alla Polonia. Ora l’appuntamento di maggio a Brasilia

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Cagliari Si chiama “Oh, for bug’s sake!”, è un videogioco e prevede che due gamer cooperino per far riunire un ragnetto alla sua mamma. Gira giù su demo gratuiti e piace molto. La notizia però è che questo videogioco, interamente sviluppato dal team sardo SpiderSquad (non per nulla il protagonista è un ragno), ha sbaragliato i concorrenti europei e dell’America del Nord alle seminali intercontinentali di Game Jam Plus (GJ+),il 14 marzo scorso a Danzica, in Polonia. Il risultato è già strepitoso, ma lo ancora di più perché ha aperto le porte ai ragazzi, Andrea Casu, Giorgia Kirai, Kibbitzer, Paolo Vanali e Stefano Melis, sviluppatori sardi di videogame, della finale mondiale in programma dal 12 al 14 maggio a Brasilia. Il percorso che ha portato a questo risultato è interamente nato nell’isola, e in particolare durante il Game Jam Plus, organizzato nello scorso ottobre a Cagliari da International game devoleper association Italia e Sardinia Game Scene.

Andrea Piano, 37 anni, di Carbonia, è uno dei fondatori dell’Igda e di Sardinia Game Scene. «Questo è un risultato importantissimo, stiamo lavorando perché i siano i presupposti per creare una filiera di sviluppatori in Sardegna. È importante capire che dal dialogo della comunità degli sviluppatori può nascere un’attività produttiva. Stiamo dialogando anche con le istituzioni, ad esempio Sardinia Film Commission. Ma non è semplice, gli enti hanno la loro agenda e i loro tempi».

Andrea (che collabora con alcune università, compresa UniCa) e gli altri componenti del team vanno velocissimi. Intanto sono tutti molto giovani, età media una trentina d’anni. Quasi tutti laureati, alcuni di loro con master e dottorati (Comunicazione, gamedesigner), esperienza all’estero, sono tornati in Sardegna per scoprire che in tanti erano bravi nella creazione di giochi e videogiochi con professionalità diversissime: disegnatori, sound designer, informatici. Il Game Jam Plus di Cagliari è servito a metterli in contatto. Uno dei risultati è stato proprio la creazione di “Oh, For Bugs’ Sake!”.

«È nato in 48 ore, ed è costato praticamente nulla. Per intenderci, il famoso “Call of duty” è costato 256 milioni di dollari». Se l’obiettivo è essere creativi e realizzare una filiera economica in Sardegna, i presupposti ci sono tutti. «Certo, noi possiamo pensare per ora che i costi potrebbero andare dai 100mila euro a un milione di euro, per fare un esempio. Per ora». Se in 48 ore questo team è stato capace di ottenere un risultato del genere, c’è solo da immaginare dove potrà portare questa creatività e professionalità. Intanto, il prototipo del gioco che ha superato le selezioni di Danzica ha conquistato la giuria internazionale ottenendo ben tre premi internazionali, tra cui “Best Game in Europe+Anglosaxon America” e “Players’ Choice”. «In palio, oltre a premi in denaro, c'è la possibilità concreta di ottenere un contratto di pubblicazione, trasformando così un progetto nato in 48 ore in un titolo distribuito a livello globale. Questo successo è una conferma del talento e della vitalità del settore videoludico sardo e italiano. Siamo capaci di competere sui palcoscenici più importanti». Insomma, un lavoro di equipe made in Sardegna. Che si conferma sede creativa, in grado di parlare al mondo. E ora, rotta per Brasilia. 

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