Sassari, sparatoria a Predda Niedda: il Tribunale del riesame scarcera tre indagati
Resta in cella con l’accusa di tentato omicidio Giovanni Maninchedda
Sassari Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta a Predda Niedda lo scorso 19 gennaio. Il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip il 26 febbraio nei confronti di tre indagati.
Il collegio presieduto da Massimo Zaniboni, a latere Sara Pelicci e Paolo Bulla, ha accolto le richieste delle difese, disponendo la revoca delle misure restrittive firmate dal gip Giampaolo Piana.
Il provvedimento riguardava i fratelli Fabio e Alessio Levanti, oltre a Luca Silanos, coinvolti a vario titolo nella vicenda. I tre sono assistiti dagli avvocati Lorenzo Galisai, Nicola Satta, Marco Palmieri, Paolo Spano e Anna Maria Santoru, che avevano impugnato l’ordinanza cautelare sostenendo l’insussistenza dei presupposti per la misura.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Giovanni Maninchedda quel giorno sparò un colpo di pistola contro Silanos. Sostenne di averlo fatto per difendersi da una spedizione punitiva armata. Silanos era rimasto ferito a una gamba e Maninchedda era stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio.
Dopo alcune settimane a finire in carcere erano stati anche i Levanti e Silanos per ricettazione e detenzione abusiva di arma da fuoco ma oggi il tribunale del Riesame, esaminati gli atti, ha ritenuto non sussistenti le esigenze cautelari poste alla base dell’ordinanza del gip, disponendone così l’annullamento.
