La Nuova Sardegna

La proposta

Ora legale, si valuta l’iter per renderla permanente – Le novità

Ora legale, si valuta l’iter per renderla permanente – Le novità

Avviata l’indagine per conoscerne l’impatto

2 MINUTI DI LETTURA





Roma Conto alla rovescia per l’arrivo dell’ora legale che scatterà tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo. Potrebbe essere l’ultima volta: il Parlamento sta valutando l'introduzione dell'ora legale permanente.

L'11 marzo la Commissione Attività Produttive della Camera ha approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva "sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori". La proposta, presentata lo scorso novembre su impulso della Società italiana di medicina ambientale (Sima), di Consumerismo No Profit e del deputato Andrea Barabotti (Lega), dovrebbe concludersi entro il 30 giugno.

I prossimi step

"Alla luce delle evidenze raccolte, appare opportuno promuovere un'indagine conoscitiva per valutare in modo oggettivo gli impatti dell'ora legale permanente sul territorio nazionale sul comparto energetico e produttivo italiano – si legge nella richiesta approvata alla Camera – Tale studio dovrebbe coinvolgere enti di ricerca e organismi economici, al fine di fornire al Parlamento e al Governo un quadro aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura".

Il prossimo passo dell'iter in Commissione saranno le audizioni dei soggetti chiamati ad esprimere un proprio parere e presentare studi, ricerche e dati sugli effetti dell'ora legale permanente: rappresentanti di istituzioni, Autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento Ue, Organizzazioni internazionali operanti nel settore, associazioni di categoria, associazioni dei consumatori ed esperti del settore provenienti dal mondo accademico o da istituti di ricerca.

I benefici

Il documento che avvia l'indagine conoscitiva sottolinea come tre ricerche presentate in sede europea concordino sul fatto che l'abolizione del cambio di orario e l'applicazione di unico sistema per l'intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto.

La storia 

L'ora legale fu introdotta in Italia nel 1916 per fronteggiare la scarsità di materie prime energetiche durante la Prima guerra mondiale. Abolita nel 1920, venne reintrodotta durante la Seconda Guerra Mondiale e applicata in modo sistematico dal 1966. Secondo i dati ufficiali di Terna, tra il 2004 e il 2025 l'ora legale ha permesso un risparmio complessivo di oltre 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Primo Piano
I dati

Referendum costituzionale sulla giustizia, lo spoglio in Sardegna: stravince il No – Tutti i dati

Le nostre iniziative