Referendum, le curiosità comune per comune: equilibrio perfetto a Monteleone Rocca Doria, in altri stravince il Sì
I dati dell’isola sono fotografie di comunità a volte compatte e a volte divise
C’è una Sardegna che ai referendum continua ad andare controcorrente. Anche questa volta, con la consultazione sulla giustizia chiusa oggi 23 marzo e senza il vincolo del quorum, l’Isola ha raccontato una storia fatta di numeri piccoli ma indicativi, percentuali sorprendenti e casi locali che sembrano quasi fotografie di comunità a volte compatte, a volte divise e talvolta indifferenti.
Il caso più emblematico è quello di Lodine, nel cuore della Barbagia. Qui il voto resta una buona abitudine. Su appena 260 elettori, si sono presentati alle urne in 70,38%. Ma ancora più impressionante è la direzione del voto: il No ha stravinto con il 91,26% (157 voti), contro appena 16 Sì. Una piccola Stalingrado sarda, dove il voto è ancora una cosa seria. Non è la prima volta che Lodine si distingue: già in passato aveva superato il quorum quando nel resto del Paese restava lontano.
Spostandosi sempre nel Nuorese, emergono altri dati curiosi. A Orani il No ha superato il 78%, superando di gran lunga la media nazionale. A Orune, invece, il No si attesta intorno al 70%, ma l’affluenza è da maglia nera: appena il 32,70%. Qui, più che la scelta tra il Sì e il No, il vero protagonista è il non voto.
Se Lodine rappresenta la roccaforte del No, Goni, nella provincia di Cagliari, è l’esatto contrario. È il comune fanalino di coda per affluenza - appena il 29,12%, con 113 votanti - ma allo stesso tempo è quello dove il Sì domina incontrastato: 78,76% contro il 21,24% del No. Un risultato che ribalta completamente lo scenario visto in Barbagia. Sulla stessa linea anche Talana, in Ogliastra, dove il Sì vince con il 72,25%, confermando una geografia del consenso tutt’altro che uniforme.
Ci sono poi i micro-comuni, dove bastano poche schede per determinare il risultato e ogni voto pesa davvero. A Baradili, il più piccolo centro della Sardegna in provincia di Oristano, il No ha prevalso di misura: 21 voti contro 18 Sì, con 39 votanti su 66 aventi diritto.
Non mancano neppure i casi limite. A Monteleone Rocca Doria, nel Sassarese, si è verificato un perfetto equilibrio: 23 voti per il Sì e 23 per il No, con un’affluenza del 50,55%.
Nelle grandi città, invece, il quadro appare più lineare ma comunque interessante. A Sassari il No si impone con il 63%, a Cagliari con il 61%, mentre Nuoro sfiora il 70% confermando una forte inclinazione contraria alla riforma. Oristano si attesta su un più moderato 58% di No. Più equilibrata la situazione a Olbia, dove il Sì arriva vicino al 48% e il No si ferma al 52%
Ancora diverso il caso di Arzachena, dove il Sì prevale con quasi il 58%, seppur con un’affluenza sotto la media, al 48%.
Nel Sassarese si segnalano anche alcune eccezioni nette: comuni come Padria, Giave, Castelsardo, Santa Maria Coghinas, Valledoria e Mores sono tra i pochi dove il Sì è riuscito a imporsi.
