La Nuova Sardegna

Il caso

Selvaggia Lucarelli: «La criminologa che ha denunciato Bruzzone? Ha accusato anche me, tutto inventato» – I dettagli

Selvaggia Lucarelli: «La criminologa che ha denunciato Bruzzone? Ha accusato anche me, tutto inventato» – I dettagli

La giornalista racconta l’episodio che l’ha riguardata in prima persona

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Torna sull’argomento Selvaggia Lucarelli e in un post sui social parla della questione Roberta Bruzzone-Elisabetta Sionis. La seconda ha denunciato la prima, che ora è indagata per stalking di gruppo. La stessa sorte era toccata, anni fa, proprio a Lucarelli, accusata di perseguitare la psicologa forense cagliaritana insieme ad altre persone. 

La denuncia

«A proposito della criminologa che ha denunciato Bruzzone – scrive Lucarelli – Io la conosco perché mi sono occupata in molti articoli del caso Pitzalis che la vedeva coinvolta perché lei, attraverso la sua consulenza, accusava Pitzalis di essere una finta vittima di femminicidio e di avere invece ucciso il suo ex». Accusa che alla fine di un lungo iter fu archiviata. «Non ho però mai scritto nulla di questa criminologa fuori dai giornali, non l’ho mai insultata sui social o citata in modi non consoni in discussioni sui social».

Un giorno, anni fa, mi ritrovo però denunciata dalla stessa che mi accusa di perseguitarla sui social assieme ad altre persone molte delle quali mai sentite da me nominare. Nella denuncia scrive che spicchiamo per assiduità e costanza nel dileggio e nell'incitamento all'odio, che per la tempistica e le modalità d'azione simultanea, incrociata, all'unisono e di concerto, sembriamo aver costituito una vera e propria associazione finalizzata a denigrarla e ad incitare all'odio e al disprezzo nei suoi confronti. Non mi era mai successo di beccarmi una denuncia in cui venivo accusata di fatti completamente inventati in concorso anche con persone mai sentite». Lucarelli spiega che non c’era nessun elemento di realtà tanto che la sua posizione fu direttamente archiviata.

La diffida di Lucarelli

«Ultimamente poi – continua Lucarelli nel sui post su Facebook – dal nulla, questa criminologa appare sui social e a distanza di anni, mi ritrovo (io) dileggiata in alcuni suoi tweet con allusioni a chissà cosa e in alcuni tweet coinvolge perfino mio figlio con tanto di nome. Quindi qualche settimana fa chiedo al mio avvocato di inviarle una diffida. Così fa anche Pitzalis. Dunque, arrivati fin qui, posso dire senza paura di essere smentita che io e Valentina Pitzalis siamo state da lei accusate di cose che non avevamo commesso, ovviamente cose di gravità molto diversa: io di averla perseguitata in concorso con altri, Valentina di aver ucciso colui che invece ha tentato di ucciderla e l’ha resa per sempre disabile. Una cosetta, insomma».

Lucarelli aggiunge poi che le accuse mosse a Pitzalis, nonostante l’archiviazione e nonostante il suo ruolo di giudice onorario presso il tribunale di Cagliari, la criminologa continua a muoverle dal suo profilo X. «E lo fa compulsivamente, cercando pure analogie col caso Garlasco di cui sfrutta l’hashtag».

Sul caso Bruzzone

«La recente vicenda Roberta Bruzzone è legata al caso Pitzalis e mi riservo di occuparmene più approfonditamente, ma una cosa mi sento di dirla, perché ho letto le carte: le accuse rivolte a Bruzzone &co di aver seviziato i suoi gatti o di aver perseguitato sua figlia, sono fuffa. Ripeto, fuffa. Sono pure invenzioni. Nessuno è andato in Sardegna a cercare i suoi gatti e nessuno ha perseguitato sua figlia. L’unico riferimento alla figlia in quella chat è a un video pubblico e ancora online in cui la ragazzina parla di sport. E il riferimento è semplicemente al fatto che fosse su figlia». Che poi Bruzzone possa essere colpevole di stalking per sei post in 4 anni è una roba ovviamente ridicola e l’indagine del pm con le sue conclusioni è davvero incredibile. Ripeto, incredibile. Ma quale stalking? Detto ciò, io non so se questa criminologa usi le denunce in modo improprio (di sicuro con me lo ha fatto) ma c’è un’altra circostanza grave, anzi, gravissima».

La vicenda Pullara

«Nel 2012 – conclude Lucarelli – sempre la stessa criminologa, dopo una discussione con la giovane Comandante del carcere di Iglesias Gesuela Pullara, la denunciò per omissione di atti d'ufficio, falso ideologico e abuso d'ufficio. Accuse terribili, che costarono alla comandante trasferimento, problemi di carriera e sei anni di processo. Indovinate come finì? Riporto un estratto di un articolo dell’epoca: “Accuse rivelate essere senza alcun fondamento. Tutti i soggetti coinvolti nelle denunce sono stati dichiarati innocenti”.

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