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Tribunale

Rapì una neonata dalla clinica e festeggiò la nascita con i parenti: condannata a 5 anni – La storia

Rapì una neonata dalla clinica e festeggiò la nascita con i parenti: condannata a 5 anni – La storia

Rosa Vespa aveva simulato una gravidanza e convinto il marito che quella fosse sua figlia

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Cosenza Cinque anni e quattro mesi è la condanna che il tribunale di Cosenza ha deciso per Rosa Vespa, la donna accusata di aver rapito una neonata spacciandola per propria figlia. La 52enne cosentina era stata arrestata un anno fa perché era accusata di aver rapito una neonata di appena un giorno dalla nursery della clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. La donna, al momento, si trova agli arresti domiciliari e non era presente in aula.

Cos’era successo

La sera del 21 gennaio 2025, Rosa Vespa si era fatta accompagnare alla clinica privata "Sacro Cuore" di Cosenza dal marito Moses Omogo, di 44 anni, per andare a prendere "Ansel", quello che lei aveva raccontato fosse il loro figlio. La donna aveva simulato una gravidanza per nove mesi ingannando il marito stesso – la cui posizione è stata archiviata per estraneità ai fatti – e i familiari. Al momento dell'irruzione in casa, gli investigatori avevano trovato i due e altri familiari intenti a festeggiare l'arrivo di "Ansel" con la neonata vestita con una tutina azzurra. La donna aveva infatti comprato tutto il corredino da maschietto.

In aula 

Al termine del processo con rito abbreviato, il gup del Tribunale di Cosenza ha concesso le attenuanti generiche alla donna, imputata per sequestro di persona, e l'ha condannata al pagamento di una provvisionale da 15mila alla famiglia della neonata.

Nel corso del processo, la donna è stata sottoposta a perizia psichiatrica disposta dal gup, che teneva conto del fatto che per nove mesi prima del rapimento ha finto una gravidanza e poi un parto. La donna è stata dichiarata capace di intendere e volere, ma si troverebbe in uno stato depressivo che andrebbe monitorato. 

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