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I furti dell’oro rosso sono in aumento: ecco perché il rame va letteralmente a ruba

di Redazione Web
I furti dell’oro rosso sono in aumento: ecco perché il rame va letteralmente a ruba

Presi di mira tralicci, grondaie, tombe, stazioni ferroviarie

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Sassari Non si arresta l’escalation di furti del rame. Presi di mira, tralicci, edifici abbandonati, ma anche i cimiteri, dove i ladri rubano facilmente i portafiori che trovano sulle tombe del caro estinto. Il rame va letteralmente a ruba e anche per il valore del mercato viene definito l’oro rosso, in ambito criminale. L’oro rosso, cioè il rame, è dunque un materiale ovviamente pregiato. Ha un'ottima conducibilità termica, migliore rispetto all'acciaio inossidabile. E come conduttore di elettricità, è secondo solo all'argento, ma è anche resistente alla corrosione, viene usato in tanti settori, nel mondo dei trasporti, soprattutto ferroviari, ma anche nei campi fotovoltaici ed eolici, costantemente presi di mira dagli specialisti di questi furti seriali.

La grande richiesta di questo metallo, il suo valore e la scarsità del bene incoraggiano i predatori. Una realtà monitorata dalle forze dell’ordine che predispongono apposite giornate per i controlli di prevenzione contro i furti. 

La causa è dovuta all’esaurimento del rame nelle miniere dell'Europa dell'Est. Le aziende di energia alternativa cercano di prevenire i furti con servizi di vigilanza. La quotazione del rame in questi giorni, era in media di circa 9mila dollari a tonnellata, secondo i dati di Borsa Italiana e Mercati Internazionali. Nel 2025 l’impennata. 

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