Asl Sassari, Sensi lascia ma non c’è l’intesa sul sostituto: i quattro candidati in corsa
Il manager si dimette e va alla Multiss. Al suo posto un nome vicino al Pd
Cagliari Il dossier sanità torna ad affacciarsi sullo scenario politico regionale. Per adesso, tanto per cambiare, in termini laceranti. Le attese, annunciate e scontate dimissioni di Flavio Sensi dalla Asl di Sassari per assumere l’incarico di direttore generale di Multiss, invece di risolvere un problema lo amplificano. Oggi 31 marzo è l’ultimo giorno di lavoro di Sensi alla Asl 1. In queste ore invierà la lettera di dimissioni e da domani 1 aprile prenderà ufficialmente servizio nel suo nuovo ufficio. A far data da domani la Asl di Sassari sarà rappresentata dalla direttrice amministrativo Maria Dolores Soddu, ma secondo legge per un periodo non superiore ai sei mesi. La Regione dovrebbe nominare il suo sostituto in tempi questa volta ragionevoli, per evitare il ripetersi del caso Irione, nominato a fine febbraio alla Asl della Gallura ma in servizio solo dal prossimo 7 aprile.
Lo scacchiere politico
Ma la nomina del manager della seconda Asl sarda dopo quella di Cagliari non può avere solo un valore manageriale ma anche uno politico, viste le laceranti conclusioni a cui avevano portato le precedenti nomine. In pratica l’attuale composizione della squadra dei direttori delle Asl sarde, vede il Pd, per quanto l’attribuzione di un manager a un partito sia sempre un esercizio quasi mai corretto, sottorappresentato. L’ultima tornata, con Cagliari e Olbia assegnati rispettivamente ad Aldo Atzori e Antonio Irione lo scorso 23 febbraio aveva visto l’assenza in giunta degli assessori Dem. Domani si terrà la riunione settimanale dell’esecutivo. Sarà anche l’occasione per nominare in tempi immediati il sostituto di Sensi? In ambienti di maggioranza si esprimono diffusi e forti dubbi sul fatto che ciò accada domani o in tempi rapidi. Come due coniugi che si fanno i dispetti, ma qui non si tratta di baruffe ma di lotta per il potere, Dem e Todde aspettano che sia l’altro a fare il primo passo. E quindi stanno fermi.
Il poker di candidati
Il poker di candidati papabili per Sassari (Paolo Tauro, Giovanni Maria Soro, Antonio Spano e Joseph Polimeni) non vede entrambe le parti del tutto convinte. Chi ha un curriculum recente ritenuto troppo schiacciato su una corrente di partito; chi si sta avvicinando troppo al direttore generale dell’assessorato (ma non si capisce come questo sia un handicap); chi, nel caso di Spano, per aver già svolto nella passata giunta un incarico importante nello stesso territorio (Aou) non è ritenuto spendibile; chi perché non convincente per i Dem, resta il fatto che manca il nome forte per la Asl di Sassari. I Dem non faranno la prima mossa, cioè non chiederanno che la nomina al vertice della Asl venga condivisa dalla giunta. La presidente potrebbe avere davanti a lei due strade: o nomina un direttore generale che ritiene sia apprezzato anche dai Dem, senza concordare con loro il nome, o ne nomina uno che non risponda a questa logica e che prosegua nel solco di una scelta “presidenziale”. In entrambi i caso il solco tra presidente e Dem sul dossier sanità tenderà ad allargarsi. Allo stesso modo tenderanno a moltiplicarsi le riunioni di commissione dove viene richiesta la presenza dell’assessora/presidente. La prossima sarà giovedì, dove Alessandra Todde sarà chiamata a discutere sull’istituzione del reddito di libertà per le donne vittime di violenza, sul funzionamento dei centri antiviolenza e sul disegno di legge 175 «disposizioni a tutela della promozione e della valorizzazione dell’invecchiamento attivo e in salute delle persone anziane», approvato in giunta lo scorso 23 gennaio.(gcen)
