Libano, colpita una postazione Unifil: morto un peacekeeper. Apprensione per la Brigata Sassari
Un proiettile è esploso in una base vicino Adchit Al Qusayr causando una vittima e un ferito grave. Indagini in corso sull’origine dell’attacco
Un peacekeeper della missione Unifil è stato ucciso nella notte dopo l’esplosione di un proiettile all’interno di una posizione delle Nazioni Unite nei pressi di Adchit Al Qusayr, nel sud del Libano. Nell’incidente un altro membro del contingente è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato in ospedale. Il colpo di artiglieria è caduto nel quartier generale del contingente indonesiano, nel distretto di Marjayoun, settore Est di Unifil a guida spagnola. La vittima e il ferito sono soldati di nazionalità indonesiana.
Nel sud del Libano è operativa la missione della Brigata Sassari.
La missione ha espresso “profondo cordoglio” per la morte del militare, ricordandone l’impegno nello svolgimento delle proprie funzioni, e ha rivolto un pensiero anche al collega ferito, attualmente in condizioni serie. Secondo quanto riferito dalla missione Onu, non è ancora stata accertata la provenienza del proiettile. È stata avviata un’indagine per chiarire tutte le circostanze dell’accaduto.
Unifil ha ribadito l’appello a tutte le parti coinvolte affinché rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale e garantiscano la sicurezza del personale e delle strutture delle Nazioni Unite. Gli attacchi deliberati contro i peacekeeper, ha ricordato la missione, rappresentano gravi violazioni del diritto umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza ONU, e possono configurarsi come crimini di guerra.
Nel comunicato viene sottolineato come il bilancio delle vittime continui a crescere su entrambi i lati della Blue Line, la linea di demarcazione tra Libano e Israele. Per la missione Onu non esiste una soluzione militare al conflitto: la violenza deve cessare.
