Mai più esodati, svolta Inps: assegni ponte prorogati fino alla pensione
La circolare n. 41 chiarisce che l’aumento dei requisiti legato alla speranza di vita non lascerà scoperti i lavoratori in uscita anticipata
Roma Il problema nasce dall’incremento dei requisiti per la pensione: un mese in più nel 2027 e altri due nel 2028. In questo quadro, i percorsi di uscita anticipata costruiti per accompagnare i lavoratori fino al pensionamento, entro limiti massimi di cinque o sette anni, rischiavano di non coprire interamente il periodo necessario. La conseguenza poteva essere un vuoto tra la fine dell’assegno ponte e la decorrenza della pensione, fino a tre mesi.
Sul punto era intervenuta la Cgil, che aveva segnalato una platea potenziale di 55 mila lavoratori a rischio. Il governo aveva poi ridotto la stima a circa 4.900 casi, riconoscendo comunque l’esistenza del problema dei mesi scoperti.
Con la nuova circolare, l’Inps precisa che l’aumento dei requisiti pensionistici si applica anche agli strumenti di accompagnamento, ma senza interrompere la tutela. Gli assegni potranno infatti essere prorogati fino alla prima decorrenza utile della pensione, anche oltre i limiti ordinari di durata.
Il principio fissato dall’istituto è che questi strumenti non avranno più una durata rigida sganciata dal pensionamento, ma seguiranno il raggiungimento effettivo del requisito. La valutazione, chiarisce l’Inps, dovrà avvenire “in via prospettica”, considerando sin dall’inizio anche gli eventuali futuri aumenti dei requisiti.
La copertura economica resterà però a carico delle imprese e dei fondi coinvolti. La circolare specifica che l’assegno può proseguire oltre i limiti previsti, fermo restando il versamento da parte del datore di lavoro. Non è quindi previsto un intervento della finanza pubblica.
Il documento affronta anche i casi già bloccati: le domande respinte perché non più in linea con i requisiti dovranno essere accolte, mentre quelle già definite potranno essere riesaminate. La misura punta così a risolvere anche le situazioni di chi, nei primi mesi del 2026, era rimasto senza assegno ponte.
L’interpretazione viene inoltre estesa agli iscritti alle casse pubbliche, comprese Cpdel, Cps, Cpi e Cpug. Anche per questi lavoratori, interessati dagli effetti della manovra 2024 sul calcolo dell’assegno e dall’allungamento delle finestre di uscita fino a nove mesi, l’assegno sarà prorogato fino al momento della pensione.
