La clamorosa scoperta archeologica, dal terreno confiscato alla camorra spunta la “Montecarlo” dell’impero romano – Ecco chi ci soggiornava
Seneca la descrive come un luogo di delizie ma anche di eccessi dove si intrecciavano vita politica, relazioni sociali e svaghi
Bacoli L’archeologia restituisce un tassello rilevante della presenza romana lungo la costa a Bacoli, affacciata sul mare di Baia. Il sito, riaperto dopo un primo intervento di recupero, si inserisce in una delle aree più dense e complesse del Mediterraneo antico, quando l’architettura era funzione e rappresentazione del potere e del piacere. Secondo le prime ipotesi, la villa potrebbe essere appartenuta, in origine, a Publio Cornelio Dolabella, figura di primo piano dell’età cesariana e genero di Marco Tullio Cicerone. L’attribuzione, se confermata, si inserirebbe in un contesto storico ben definito, quello della frequentazione aristocratica di Baia tra tarda Repubblica e primo Impero.
A darne notizia il sindaco del paese della provincia di Napoli, Josi Gerardo Della Regione: «Siamo in presenza di una vasta villa romana affacciata sulla baia, tutta da scavare. Il complesso si articola su più terrazze ed è inserito nel sistema monumentale di Baia. Le indagini condotte, comprese quelle subacquee, hanno permesso di individuare ulteriori livelli, oggi sommersi. E di approfondire la conoscenza del complesso».
Fra i beni confiscati alla camorra, la Montecarlo di epoca romana
«Adesso è visibile a tutti! È una villa monumentale d’epoca romana. Ha più di 2000 anni di storia. Nel cuore dell’antica Montecarlo dell’Impero Romano: la città di Baia. Oggi, in gran parte sommersa sui nostri fondali marini. Ma c’è di più», scrive il sindaco: «Questa è la prima villa marittima romana scoperta in un bene confiscato alla camorra. Abbiamo appena finito il primo cantiere. E tolto le impalcature. Un nuovo sito archeologico».
Seneca, Orazio, Giulio Cesare e Nerone
Autori antichi come Seneca e Orazio descrivono Baia come un luogo di delizie ma anche di eccessi, dove si intrecciavano vita politica, relazioni sociali e svaghi. Qui soggiornarono figure come Giulio Cesare, Nerone e Adriano, contribuendo a consolidarne la fama. Le ville erano progettate come residenze scenografiche, articolate su terrazze digradanti verso il mare, con porti privati, ninfei, giardini e ambienti decorati con marmi e mosaici.
