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Tribunale

Per i siti porno non serve la verifica della maggiore età: la sentenza del Tar cambia le regole, ma non per tutti

Per i siti porno non serve la verifica della maggiore età: la sentenza del Tar cambia le regole, ma non per tutti

Cosa dice il pronunciamento dei giudici amministrativi del Lazio

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ROMA  Il Tar del Lazio ha accolto parzialmente il ricorso contro le nuove regole sulla verifica dell’età per l’accesso ai siti per adulti, limitandone l’applicazione ai soli operatori italiani. La decisione riguarda la delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, adottata in attuazione del cosiddetto “Decreto Caivano”, che impone ai siti web e alle piattaforme video di verificare la maggiore età degli utenti per impedire l’accesso ai minori a contenuti pornografici.

I giudici hanno riconosciuto la legittimità dell’obiettivo di tutela dei minori, considerato di rilievo costituzionale, ma hanno individuato un limite nell’estensione automatica delle norme anche ai portali con sede in altri Paesi dell’Unione europea. Secondo la sentenza, non è stato rispettato il principio del “Paese d’origine”, previsto dalla normativa europea sul commercio elettronico, che stabilisce come i servizi digitali siano regolati principalmente dallo Stato in cui hanno sede.

Per derogare a questo principio è necessaria una procedura specifica che coinvolge lo Stato membro interessato e la Commissione europea, passaggio che non è stato seguito. Per questo motivo, il Tar ha dichiarato illegittima la parte della delibera che prevedeva l’applicazione automatica delle regole anche ai siti esteri dopo tre mesi. Il sistema di verifica dell’età resta quindi valido per gli operatori stabiliti in Italia, mentre per le piattaforme con sede in altri Stati membri l’Autorità dovrà prima attivare le procedure europee previste.

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