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Cherosene, la lettera degli aeroporti Ue: «Ancora tre settimane e poi voli a rischio se non riapre Hormuz»

Cherosene, la lettera degli aeroporti Ue: «Ancora tre settimane e poi voli a rischio se non riapre Hormuz»

Aci Europe scrive alla Commissione europea: il sistema rischia una carenza di carburante alla vigilia dell’estate

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Milano L’Europa del trasporto aereo teme di arrivare all’estate con una disponibilità insufficiente di cherosene. A lanciare l’allarme è Aci Europe, l’associazione degli aeroporti del continente, che ha avvertito Bruxelles del rischio di una crisi nell’approvvigionamento di carburante per aerei se il quadro geopolitico non dovesse migliorare entro la fine di aprile.

Secondo il direttore generale Olivier Jankovec, in assenza di una ripresa significativa e stabile del passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz nelle prossime tre settimane, per l’Unione europea diventerebbe concreta la prospettiva di una carenza sistemica di jet fuel. Il richiamo è contenuto in una lettera inviata il 9 aprile ai commissari europei competenti per Energia e Trasporti.

Come riferito dal Corriere della Sera, che ha visionato la missiva, la situazione viene descritta come più critica rispetto a quanto emerso in precedenza. Il timore è che le compagnie aeree possano trovarsi in difficoltà nei rifornimenti in diversi scali, con possibili conseguenze sulla programmazione dei voli.

Nella lettera indirizzata a Dan Jørgensen e Apostolos Tzitzikostas, Jankovec sottolinea che una riduzione della connettività aerea finirebbe per pesare sull’economia europea, aggravando gli effetti macroeconomici legati all’aumento dei prezzi del petrolio. A pesare ulteriormente è anche l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo centrale per il traffico aereo e per il sistema turistico di molti Paesi membri.

Per questo Aci Europe chiede all’Unione europea di considerare la disponibilità e la stabilità delle forniture di carburante per aerei come una priorità nella risposta alla crisi petrolifera ed energetica collegata al conflitto in Medio Oriente.

Tra le richieste avanzate c’è l’avvio urgente di un monitoraggio della disponibilità e dell’approvvigionamento di jet fuel nei prossimi sei mesi. L’associazione segnala infatti che, sulla base di quanto emerso nel Gruppo di Coordinamento del Petrolio, al momento non esisterebbe a livello europeo una mappatura completa della produzione e della disponibilità di questo carburante.

Il quadro desta ulteriore preoccupazione anche perché, secondo quanto indicato, diversi Stati europei dispongono di riserve strategiche di cherosene in grado di garantire un’autonomia limitata, pari a circa 8-10 giorni, prima dell’eventuale introduzione di razionamenti.

Gli aeroporti chiedono quindi alla Commissione europea di acquisire dati sulla disponibilità attuale e prevista di carburante per aerei, sia attraverso la produzione e la raffinazione interna all’Ue sia tramite le importazioni, mettendoli in relazione con il fabbisogno. Sollecitano inoltre un’analisi sulle possibili fonti alternative di importazione, sulle misure per incrementare la raffinazione interna, sulle minacce ai flussi intra-Ue e sui livelli delle scorte commerciali e strategiche, comprese le tempistiche e le modalità di utilizzo.

Nella stessa lettera Aci Europe indica infine due possibili linee d’azione per i prossimi mesi: la valutazione di acquisti collettivi di carburante per aerei a livello europeo e l’introduzione di obblighi mirati per le raffinerie, con l’obiettivo di tutelare la produzione di jet fuel.

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