Aerei, la guerra in Iran ribalta le logiche di mercato: volare in Thailandia costa meno che raggiungere la Sardegna – Il report
I biglietti per le mete esotiche possono costare anche meno di 300 euro
La crisi internazionale ribalta le logiche del turismo estivo e produce un effetto inatteso: oggi, per molti italiani, può costare meno volare in Thailandia o nell’Oceano Indiano che raggiungere la Sardegna. A evidenziarlo è l’Assoutenti, che ha analizzato l’andamento delle tariffe aeree nelle ultime settimane.
Secondo l’associazione, le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza legata ai costi del carburante stanno influenzando in modo significativo il mercato dei voli. Il risultato è un calo dei prezzi per molte destinazioni a lungo raggio, proprio mentre le tratte più brevi e tradizionali per le vacanze estive rischiano rincari.
Prezzi più bassi per le mete esotiche
Le prenotazioni verso mete lontane stanno rallentando: molti italiani preferiscono aspettare o scegliere destinazioni considerate più sicure e vicine. Una dinamica che ha lasciato numerosi posti vuoti sugli aerei diretti verso Asia e Oceano Indiano.
E qui entrano in gioco gli algoritmi delle compagnie: con meno domanda, i prezzi scendono. A questo si aggiungono le strategie commerciali di diversi vettori, soprattutto del Golfo, che hanno lanciato sconti aggressivi pur di riempire i voli.
Un volo da Milano alle Maldive per agosto è passato in poche settimane da circa 1.470 a poco più di 1.050 euro (-28%). Da Roma a Capo Verde si scende da 1.104 a 849 euro (-23%), mentre destinazioni come Sharm el-Sheikh, Zanzibar o Seychelles registrano ribassi intorno al 18%.
Thailandia a meno di 300 euro
Il dato più sorprendente riguarda però i mesi immediatamente precedenti all’alta stagione. Tra maggio e giugno, volare verso l’Asia può costare cifre incredibilmente basse: bastano circa 290 euro per raggiungere la Thailandia, 300 per Singapore, poco più per il Vietnam o le Filippine. Prezzi che, in alcuni casi, risultano inferiori rispetto ai voli nazionali registrati durante le festività di Pasqua, quando raggiungere Sardegna o Sicilia dal nord Italia ha richiesto esborsi ben più elevati.
Il rischio rincari per le mete “vicine”
Se da un lato le tratte a lungo raggio diventano più accessibili, dall’altro cresce il rischio opposto per le destinazioni più classiche dell’estate mediterranea. L’aumento del costo del jet fuel e le possibili riduzioni dei collegamenti potrebbero spingere verso l’alto le tariffe per paesi come Grecia e Spagna.
