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Balneari senza futuro, investimenti e occupazione in bilico: l’ultima estate, poi le nuove concessioni

di Paolo Ardovino
Balneari senza futuro, investimenti e occupazione in bilico: l’ultima estate, poi le nuove concessioni

Bandi comunali sospesi, Pul da approvare e direttive del Governo. Comida, Sib: «Non sappiamo che fine faremo»

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Sassari Fuori sarà un’estate come le altre. Turisti sulle sdraio, genitori e figli che giocano sul bagnasciuga. Le tavole in legno dei chioschi piene di sabbia. I gelati, le bevande ghiacciate. Dentro sarà un’estate nera. Perché tutti i balneari sanno che per loro questa sarà l’ultima estate. Dall’anno prossimo si passa alla gara pubblica per l’affidamento delle concessioni. O, peggio, già da questo autunno: lo dicono i bene informati sul bando-tipo atteso dal governo – la scadenza in teoria era ieri, dopo il decreto di marzo. Il governo Meloni dovrà dare le linee guida ai Comuni su come pubblicare i bandi.

I balneari sardi trattengono il fiato e in mano hanno la delibera firmata dalla presidente della Regione Alessandra Todde che, in teoria, dà vita ancora fino a settembre 2027 alle attuali concessioni (nell’isola sono 573). «Non sappiamo di che morte morire», dice Claudia Comida, presidente regionale di Sib-Confcommercio, il sindacato nazionale dei balneari. Il bando del governo «è fondamentale» perché darà le certezze agli enti locali su come scrivere le gare e come immaginare le spiagge del futuro. E nel frattempo «abbiamo garantita solo questa stagione estiva – ragiona Comida, imprenditrice balneare di Tortolì –, per la prossima contiamo sulla conferma della Regione ma ognuno di noi non sa se da concessionario uscente o confermato». Per la serie: oltre al danno anche la beffa, le previsioni di questa estate partivano con tutto l’ottimismo possibile e ora sono tragiche. Con i carburanti per gli aerei ridotti e i costi dei trasporti alle stelle, l’isola rischia di diventare una meta poco raggiungibile. E il turismo del mare potrebbe subire un grande calo. «Questa crisi internazionale ci preoccupa. Erano previste tantissime presenze ma verranno realmente confermate? Ce lo chiediamo. Certo, noi apriamo, garantiamo tutti i servizi necessari e speriamo».

Le anticipazioni che girano sul documento che fornirà la traccia da seguire, allineata alla direttiva europea, preoccupano i balneari. Gare già dopo questa estate, per partire con largo anticipo sulla pianificazione della prossima. In un primo momento, stando alla legge nazionale, si parlava del limite del 31 marzo 2027 e finestra di tre mesi per accogliere domande e stabilire a chi spettano le concessioni nuove. Dal governo Draghi, che aveva avviato la riforma balneare, al governo Meloni, sembra mancare dalle bozze qualsiasi passaggio a indennizzi economici per gli imprenditori uscenti.

Perdono lo stabilimento e rimangono con un pugno di mosche. È chiaro che il caos è previsto già prima del terremoto: «Quest’estate negli stabilimenti non si investirà – commenta Comida –. Con l’incertezza sul futuro, chi si fa carico di grandi spese?». E quindi chi non si era messo al passo con accessi per persone con disabilità, magari docce in spiaggia, servizi aggiuntivi e wi-fi, non lo farà certo adesso. Come in tutte le cose all’italiana, comunque, c’è una postilla. I balneari sardi possono continuare a sperare. Appesi alla delibera della Regione del 30 dicembre 2024 che dà il cronoprogramma ai Comuni costieri per approvare in via definitiva i Pul e predisporre e approvare i regolamento sull’uso delle aree demaniali marittime. «Le concessioni provvisorie già rilasciate o rilasciande potranno fornire i servizi di cui ai relativi rapporti concessori fino alla data di decorrenza della nuova assegnazione della concessione in ossequio e nel rispetto degli istituti previsti dal Regolamento per l’esecuzione del Codice della navigazione, preventivabile al massimo entro il 30.9.2027», si legge.

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