Olbia, in arrivo due nuovi corsi di laurea: ecco quali sono
L’annuncio ufficiale arriva dalla Milano design week
Inviato a Milano La pianificazione del futuro è a prova di guerra. E si rifà anche il look, direttamente alla Milano design week. Lì dove in questi giorni tra le tante proposte italiane ed estere che coniugano il design con tanti mondi, c’è anche un’installazione che parla di mare. Di mare della Sardegna, riprodotto con un’installazione artistica commissionata da Regione e da Cipnes Gallura. È la presentazione accattivante di un piano di internazionalizzazione regionale che passa dal mare, da due corsi di laurea ad hoc e dalle ambizioni votate tutte su megayacht (ma anche jet privati). Che passa dalla blue economy, per dirla con termini più spendibili al pubblico internazionale, appunto.
«Nel giro di un mese metteremo a disposizione risorse con una variazione di bilancio molto importante», anche frutto della vertenza chiusa tra Stato e Regione con il primo che dovrà iniziare a versare il miliardo di euro che negli ultimi dieci anni aveva prelevato in eccesso dalle casse regionali. Risorse «per la professionalizzazione dell’aeronautica e per le infrastrutture dell’ingegneria navale». Le parole sono di Giuseppe Meloni, vice presidente della Regione e assessore che gestisce il portafoglio della programmazione. L’investimento è sul capitale umano, cioè su due corsi di laurea nuovi di zecca, targati università di Cagliari e che finiranno tra le aule dell’UniOlbia. Nel nord-est che si è scoperta la zona più virtuosa e trainante riguardo la grande espansione della nautica sarda.
Nautica come turismo, ma soprattutto come modo di fare impresa e attirare business. Lo testimonia, nella prima giornata milanese della delegazione di Regione, Cipnes e Unica, un pranzo interlocutorio con due rappresentanti della Camera di commercio francese. La Francia è un mercato-chiave per l’isola, dicono i dati.
I corsi universitari che prenderanno il via dal prossimo anno sono una laurea magistrale in Ingegneria nautica – che si aggiunge alla triennale in Ingegneria navale, già esistente a Olbia da due anni – e un corso di laurea professionalizzante in Tecnologie industriali, elettriche e aeronautiche.
La Sardegna, per bocca di istituzioni e privati, vuole approfittare di una serie di congiunzioni – il boom economico dell’economia del mare, la crisi di alcuni mercati rivali – per porsi come centro di riferimento del Mediterraneo. E a proposito di tempismo, l’ufficialità dei due nuovi corsi segue di poche ore l’allarme lanciato dal presidente di Confitarma, Mario Zanetti, che da Genova annunciava proprio: «La blue economy cresce ma nei prossimi cinque anni potrebbero mancare 175mila lavoratori». La Sardegna lavora per fabbricarseli da sé. E ha fatto due più due: a proposito di design, i disegnatori di interni di yacht e jet privati si somigliano tanto. Così i materiali. E così i consumatori finali. Chi sta all’ombra dell’aeroporto Costa Smeralda-Aga Khan lo sa bene. Per questo «nel futuro, prevediamo anche la creazione di laboratori e l’incubazione di imprese: crediamo molto nelle possibilità imprenditoriali e industriali di queste proposte formative», sostiene Aldo Murru, direttore generale di UniCa, tra i relatori della conferenza organizzata negli spazi del Museo della scienza e delle tecnologie a Milano. «La sfida è chiara – il guanto lo lancia il presidente del consorzio industriale gallurese, Livio Fideli –, fare della Sardegna non solo una destinazione, ma un sistema economico competitivo tutto l’anno».
