Dermatite bovina, famiglia di allevatori sotto choc: «Cinque capi malati, ne hanno abbattuto 190, una vita di sacrifici distrutta»
Battista Cualbu, Coldiretti Sardegna: «Momento drammatico da vivere nel rispetto e nel silenzio»
Muravera La dermatite bovina colpisce un’intera famiglia di allevatori di Muravera che in queste ore – oggi 23 aprile – vedrà morire un’intera mandria di 190 capi: mucche e vitelli che fino a pochi giorni fa pascolavano liberi e felici nei campi di Feraxi domani non ci saranno più. Il regolamento europeo 687/2020 è chiaro: abbattimenti massivi quando vengono rilevati i casi dell’infezione. Un incubo che sembrava archiviato e definitivamente dimenticato e che invece ritorna inaspettatamente nell’isola dopo una impegnativa campagna di vaccinazioni. Da qualche giorno una nuova fase dell'emergenza sanitaria travolge nuovamente l’intero comparto zootecnico della Sardegna.
La famiglia di allevatori nel Sarrabus, il primo caso riscontrato quest’anno, è quella di Antonio e Francesco Cannas che nei giorni scorsi avevano allertato il servizio veterinario per un vitello. In queste ore mucche e i vitelli (in tutto 190 capi) verranno soppressi in seguito alla conferma di 5 casi di Lumpy Skin Disease (LSD) confermati dall’istituto zooprofilattico.
Una vita di sacrifici andata in fumo, ha raccontato qualche giorno fa ai giornalisti Francesco Cannas che ora si è chiuso nel silenzio: «Abbattere l’intera mandria significa portarci via il lavoro di una vita, una cosa ingiusta». Ad allertare il servizio veterinario era stato lui qualche giorno fa: «Un vitello stava male, ho segnalato, ma mai avrei potuto immaginare che avrei perso tutto il bestiame per cinque vitelli infetti». Nati da vacche vaccinate, ecco perché Cannas non sa spiegarsi l’origine dell’infezione.
Il dramma degli allevatori ha colpito in poche ore tutta la comunità facendo riemergere con forza la fragilità di un comparto messo a dura prova dalla recrudescenza della malattia che colpisce i bovini e che vede in campo anche le associazioni di categoria. Sul tema interviene Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna: «Credo che il silenzio e la vicinanza agli allevatori in questo momento così drammatico sia d’obbligo, anche a causa di un inspiegabile accanimento sui social da parte di tante persone che intervengono senza conoscere la realtà dei fatti, compresa la normativa». Un momento delicatissimo, spiega Cualbu, «in cui gli allevatori si trovano ad affrontare il dramma della malattia» e «le conseguenze che ne derivano da protocolli e leggi da rispettare».
