La Nuova Sardegna

Trasporti

Voli, le nuove regole Ue su bagagli, ritardi e rimborsi

Voli, le nuove regole Ue su bagagli, ritardi e rimborsi

Più trasparenza sulle tariffe, posti gratuiti per i minori accanto agli adulti e indennizzi confermati in caso di forti ritardi

3 MINUTI DI LETTURA





Roma Tredici anni di trattative e oltre vent’anni dopo il primo pacchetto di norme sui diritti dei passeggeri, l’Unione europea si prepara a cambiare le regole per chi viaggia in aereo. Il testo, ancora da approvare in via definitiva, riguarda ritardi, cancellazioni, indennizzi, bagagli a mano e obblighi delle compagnie. Non sarà però una rivoluzione: molte tutele già esistenti vengono confermate, mentre le novità principali riguardano soprattutto la trasparenza dei prezzi e alcuni costi accessori.

Il punto più rilevante riguarda le tariffe. Compagnie aeree e piattaforme di prenotazione dovranno mostrare fin dall’inizio un prezzo chiaro, comprensibile e comprensivo anche del bagaglio a mano. Questo non significa, però, che il trolley diventerà automaticamente gratuito sulle compagnie low cost. Il viaggiatore potrà ancora scegliere una tariffa base più economica, senza bagaglio in cabina, oppure pagare di più per portarlo con sé.

La misura serve a limitare il cosiddetto “drip pricing”, cioè l’aumento progressivo del costo del biglietto durante le varie fasi dell’acquisto, quando vengono aggiunti servizi considerati essenziali o comunque molto richiesti. L’obiettivo è rendere più corretto il confronto tra offerte diverse: una tariffa low cost senza trolley e una tariffa tradizionale con bagaglio incluso non potranno più apparire, almeno visivamente, come prodotti identici.

Non viene invece risolto il problema delle dimensioni del bagaglio a mano. Le compagnie continueranno a poter stabilire misure e peso consentiti, con il rischio che restino differenze significative tra un vettore e l’altro.

Una novità concreta riguarda i posti a bordo. Le compagnie non potranno applicare costi aggiuntivi per far sedere i minori di 14 anni accanto all’adulto che li accompagna. Lo stesso principio vale per le persone con disabilità o mobilità ridotta e per i loro assistenti. Viene quindi vietata una pratica che negli ultimi anni aveva provocato proteste tra i passeggeri, soprattutto sulle tratte operate da compagnie a basso costo.

Sul fronte dei ritardi e delle cancellazioni, la soglia delle tre ore resta il riferimento principale per ottenere un indennizzo. Sono stati respinti i tentativi di alzarla a quattro o sei ore. I passeggeri continueranno quindi ad avere diritto a una compensazione economica in caso di ritardi prolungati all’arrivo, cancellazioni comunicate con meno di 14 giorni di anticipo o negato imbarco, salvo i casi di circostanze eccezionali.

Gli importi restano legati alla distanza del volo: 250 euro per le tratte fino a 1.500 chilometri, 400 euro per quelle tra 1.500 e 3.500 chilometri, 600 euro per i voli superiori a 3.500 chilometri. Per le tratte più lunghe, però, l’indennizzo potrà essere ridotto del 50 per cento, scendendo a 300 euro, se la compagnia offre un volo alternativo o se il ritardo all’arrivo non supera le quattro ore.

Restano escluse dal pagamento le situazioni fuori dal controllo del vettore. Tra queste rientrano calamità naturali, guerre, condizioni meteorologiche proibitive, comportamenti indisciplinati dei passeggeri e scioperi dei servizi aeroportuali, della navigazione aerea o dell’assistenza a terra. L’elenco serve a limitare interpretazioni troppo elastiche da parte delle compagnie, anche se non esaurisce tutti i possibili casi.

L’accordo interviene anche sull’assistenza ai passeggeri bloccati in aeroporto. Le compagnie dovranno garantire bevande ogni due ore di attesa e un pasto dopo tre ore. Se il ritardo si prolunga durante la notte, dovrà essere previsto il pernottamento in hotel, fino a un massimo di tre notti. I vettori dovranno inoltre fornire indicazioni chiare, anche attraverso canali digitali, su come richiedere assistenza e presentare reclamo.

Il percorso legislativo non è ancora concluso. L’intesa dovrà essere confermata formalmente dalle istituzioni europee e poi pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Solo dopo quel passaggio diventerà il nuovo riferimento per i diritti dei passeggeri nei cieli europei.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Scuola

Esame di Maturità 2026, oggi l’estrazione della lettera: così prende forma il calendario degli orali

Le nostre iniziative