Curriculum scritti con l’intelligenza artificiale: aumentano strafalcioni e informazioni gonfiate
Due aziende su tre dichiarano di incrociare le informazioni con i profili Facebook, Instagram e Linkedin dei candidati
Il numero di curriculum redatti con l’intelligenza artificiale è cresciuto di oltre il 30% negli ultimi due anni, ma insieme alla diffusione aumentano anche errori, informazioni alterate e problemi di qualità, con aziende sempre più diffidenti e portate a verificare i dati dei candidati.
È quanto emerge da un’analisi dell’Osservatorio “Evolution forum business school sulle pmi”, basata su oltre 2000 micro e piccoli imprenditori. Secondo i dati raccolti, molti cv risultano oggi pieni di strafalcioni: nel 25% dei casi vengono modificate esperienze lavorative, mentre nel 22% vengono addirittura aggiunte posizioni mai ricoperte, con l’obiettivo di rendere il profilo più appetibile. Tra gli errori più frequenti si registrano problemi di grafica e impaginazione (17%), uso improprio di maiuscole e grassetti (15%) e assenza di revisione umana (14%). Non mancano neppure omissioni rilevanti: il 12% dei curriculum non riporta il numero di telefono e il 10% manca dell’indirizzo email.
Secondo il formatore Gianluca Spadoni, le aziende riconoscono facilmente i cv generati con l’AI per l’eccessiva ripetizione di parole chiave. Anche le descrizioni troppo generiche (7%) e ripetitive (8%) rappresentano un limite, soprattutto considerando che un selezionatore impiega meno di 10 secondi per decidere se approfondire un curriculum. Un altro elemento critico è la scarsa personalizzazione: nel 6% dei casi i cv risultano troppo generici e non mirati alla posizione specifica. Inoltre, alcune aziende segnalano difficoltà tecniche nella lettura automatica dei documenti generati con l’AI (3%). Di fronte a queste criticità, cresce la diffidenza delle imprese: due pmi su tre dichiarano di incrociare le informazioni con i profili social dei candidati — da Facebook a Instagram, fino a LinkedIn e TikTok — per verificarne l’attendibilità. Resta però un elemento decisivo: l’originalità. Il 61% delle aziende premia i cv autentici, mentre il 33% apprezza anche formati innovativi come i video di presentazione brevi, ritenuti più efficaci e non replicabili con l’intelligenza artificiale.
