La Nuova Sardegna

Il processo

Garlasco, su Alberto Stasi deciderà la pg Francesca Nanni: fu lei a chiedere la revisione per Beniamino Zuncheddu


	La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e Alberto Stasi
La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e Alberto Stasi

Procuratrice generale a Milano, ha ricoperto lo stesso ruolo in Sardegna: dopo la sua istanza, il pastore di Burcei venne assolto e fu annullata la condanna all’ergastolo per la strage di Sinnai

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Milano Sarà la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni a decidere sul destino giudiziario di Alberto Stasi. L’uomo, 41 anni, in carcere con una condanna definitiva a 16 anni per l'assassinio di Chiara Poggi, la fidanzata allora 26enne, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia). Spetterà all’ufficio della procuratrice Nanni, con il supporto dell'Avvocato generale Lucilla Tontodonati, esaminare l'imponente fascicolo in arrivo dalla Procura di Pavia. Questa documentazione, frutto di oltre dodici mesi di indagini riaperte a febbraio 2024, mirerebbe a scagionare Stasi, puntando il dito contro Andrea Sempio, amico di Marco Poggi (fratello della vittima) e frequentatore dell'abitazione di via Pascoli. Nella carriera di Francesca Nanni c’è un precedente importante: fu lei a firmare la chiedere la revisione del processo di Beniamino Zuncheddu, condannato all’ergastolo per la strage di Sinnai e poi in seguito alla revisione, definitivamente assolto.

Chi è Francesca Nanni

Di origini liguri, in magistratura dal 1986, Francesca Nanni è la prima donna a ricoprire il vertice della Procura Generale presso la Corte d'Appello milanese. Prima di questo incarico, ha svolto lo stesso ruolo a Cagliari. Da pg ha chiesto la revisione del caso Zuncheddu e il pastore di Burcei nell’estate del 2024 ha lasciato il carcere dopo 32 anni di ingiusta detenzione, il record in Italia per un errore giudiziario. Come sottolineato dalla stessa Nanni in merito alla vicenda sarda, ribaltare una sentenza definitiva richiede prove inedite, di altissima qualità e assolutamente determinanti. Per questo, la Procuratrice ha chiarito che lo studio del caso Garlasco non sarà né rapido né semplice.

Il caso Garlasco

In un recentissimo incontro tra Francesca Nanni, l’avvocata Tontodonati e il procuratore pavese Fabio Napoleone, è stato concordato il passaggio formale delle carte. Per legge, solo la Procura Generale (in alternativa alla difesa dell'imputato) ha la facoltà di chiedere alla Corte d'Appello di Brescia la riapertura del dibattimento.

Cosa contiene il nuovo dossier

Il materiale che viaggerà verso Milano comprende migliaia di pagine di verbali e perizie. L'analisi richiederà mesi e potrebbe sfociare nella richiesta di ulteriori approfondimenti. C'è la perizia genetico-forense sul dna sulle unghie affidata all'esperta della Scientifica, Denise Albani. C'è la consulenza dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo che, partendo dai dati dell'epoca, ha provato a indicare con quante e quali armi sia stata uccisa Chiara Poggi e a fissare l'orario del delitto e del decesso che secondo le sentenze era avvenuto fra le 9.12 e le 9.35 del mattino. C'è la nuova consulenza informatica sul pc di Chiara Poggi affidata all'esperto Paolo Dal Checco. C'è l'analisi della scena del crimine con la BPA - Bloodstain Pattern Analys, la disciplina che studia le tracce di sangue, effettuata dal Ris di Cagliari. C’è anche la maxi informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano: i militari che sono stati i primi a credere nella riapertura del caso Garlasco. 

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