Madre e figlia avvelenate, indagini a una svolta: ipotesi ricina sciolta nell’acqua durante la cena
Scartata l’ipotesi delle flebo, ora l’attenzione della Procura che procede contro ignoti per omicidio volontario si concentra su quello che è accaduto la sera del 23 dicembre
Campobasso Si infittisce il mistero sulle due donne morte a Campobasso durante le feste natalizie. Secondo gli esperti dell’ospedale Cardarelli, la ricina che ha ucciso madre e figlia potrebbe essere stata sciolta nell'acqua durante la cena del 23 dicembre. Mentre cinque medici sono indagati per omicidio colposo, la Procura procede contro ignoti per omicidio volontario: la ricina non è infatti una sostanza reperibile per errore. Esclusa, per ora, la pista delle flebo contaminate suggerita da uno dei legali della difesa; l’attenzione resta focalizzata sugli alimenti e le bevande sequestrati nell'abitazione e analizzati a Pavia.
C’è dunque una possibile svolta – come scrive il Corriere della Sera – sulla morte di Antonella Di Vita (50 anni) e della figlia Sara (15), decedute a Natale dopo un sospetto avvelenamento da ricina. Gli inquirenti si concentrano sulla cena del 23 dicembre. La Procura di Larino indaga per omicidio colposo contro cinque medici del pronto soccorso (che avrebbero sottovalutato il caso) e per omicidio volontario premeditato contro ignoti. L'ipotesi centrale è che il veleno, sostanza rarissima e letale, fosse stato diluito nell'acqua da bere. Gli accertamenti sono ora affidati al Centro Antiveleni di Pavia, dove sono stati inviati i pasti sequestrati in casa. Cade invece l'ipotesi della difesa di uno dei medici, secondo cui il veleno sarebbe stato somministrato accidentalmente tramite flebo domiciliari eseguite da un conoscente.
