Case a 1 euro, le idee di Ollolai fanno scuola: «Abbiamo 150mila richieste»
Il sindaco: «Dai nomadi digitali Usa ai francesi e agli olandesi»
Ollolai C’è un piccolo borgo nel cuore della Barbagia che ha deciso di non arrendersi al destino dei numeri. A Ollolai la lotta allo spopolamento non si fa solo con i sussidi, ma con un mix di intuizione, marketing internazionale e un’accoglienza che sta trasformando il paese in un vero e proprio laboratorio multietnico. Dai nomadi digitali Usa in fuga dal post-elezioni, passando per olandesi e francesi: il mondo intero sta bussando alla porta di questo centro di poco più di mille anime.
«Abbiamo iniziato dieci anni fa, abbiamo fatto un po’ da apripista con questo programma delle case a 1 euro – racconta il sindaco Francesco Columbu – Poi, da quando sono entrato nel 2020, abbiamo portato avanti altre iniziative come Work from Ollolai e Live in Ollolai».
I numeri di questi progetti sono da capogiro, soprattutto se si considera che sono nati dal basso. L'idea di ospitare nomadi digitali al prezzo simbolico di un euro d'affitto, in cambio di competenze condivise con il paese, ha generato un'onda anomala. «Abbiamo ricevuto 45 mila richieste di persone che vorrebbero venire qui a Ollolai e lavorare da remoto», spiega il primo cittadino. «Naturalmente noi ne portiamo dieci all'anno, più di così non ce lo possiamo permettere. Bisogna avere la casa, noi paghiamo l'affitto, in cambio loro devono lasciare un qualcosa per la comunità. Per esempio, Clarisse, una ragazza americana, ci ha lasciato una lezione per diventare web designer».
Ma il vero colpo di genio mediatico è arrivato con l'iniziativa Live in Ollolai, lanciata con un tempismo perfetto. «L'uscita è andata in contemporanea con le elezioni di Trump, e questo ha avuto un eco a livello internazionale», confessa Columbu. Un'operazione dal costo irrisorio, appena 200 euro per un sito web, che ha attirato l'attenzione globale. «In tutto abbiamo 150 mila richieste. Non è che possiamo ospitare 150 mila persone, però la pubblicità è uno spot grande per Ollolai, ma soprattutto per la Sardegna, uno spot veramente incredibile. Mi hanno chiamato da tutto il mondo, anche persone che non conoscevano affatto quest'isola. Tra i nuovi residenti ci sono olandesi, francesi e professionisti da tutto il mondo, come Oksana Drusenthal, fisioterapista cresciuta in Germania, che ha acquistato casa per aprire uno studio nel borgo. E quando gli si chiede quante abitazioni siano state effettivamente vendute, il sindaco risponde con la concretezza tipica di chi bada al sodo:
«Devo dire la verità, io non sono per sparare i numeri, sono una decina in tutto, ma non è quello il punto. Gli acquirenti stranieri si sono integrati nel paese e partecipano alla vita quotidiana di Ollolai, e quindi è già un successo. Poi i I nuovi cittadini ristrutturano immobili, vivono il paese, vanno al bar, consumano e stringono legami con i residenti. Abbiamo un bellissimo rapporto».
