La cugina Stefania Cappa: «Chiara in quei giorni aveva paura» – La testimonianza
Le dichiarazioni ai carabinieri: «A casa non si sentiva sicura. Non so se avesse ricevuto avances. Stasi? Lo amava»
Garlasco Come stava Chiara Poggi nei giorni prima del 13 agosto 2007, quando venne uccisa dentro la sua casa di via Pascoli? Sembrava preoccupata. È questa l’impressione che ricorda di aver avuto in quei giorni sua cugina, Stefania Cappa. «In quel periodo ci eravamo molto avvicinate. La frequentavo qualche pomeriggio a settimana, stavamo insieme per un’ora e mezza circa – ha raccontato ai carabinieri che l’hanno sentita come testimone nei giorni scorsi –. Se avevo notato un cambiamento di atteggiamento da parte sua? Di sicuro era molto più attenta alle porte e alle finestre. Lo legavo al fatto che fosse da sola in casa più che a preoccupazioni particolari».
L’episodio
Il 5 maggio Paola e Stefania Cappa sono state convocate in caserma a Milano per essere ascoltate come persone informate sui fatti. La seconda ha riportato agli inquirenti il ricordo di un episodio avvenuto «qualche giorno prima del delitto» che le è rimasto impresso. «Mentre eravamo in casa insieme, ad un certo punto sentimmo suonare un allarme all'esterno – racconta ai carabinieri –. Vidi Chiara uscire di corsa in strada proprio su via Pascoli. Mi sembrava molto spaventata. Su mia domanda, rispose che voleva uscire per verificare che non ci fossero ladri in giro, poiché loro avevano subito diversi furti». Quella corsa improvvisa al tempo colpì Stefania Cappa. «Quell'episodio mi restò molto impresso, ricordo bene cosa indossava Chiara: un completino bianco, composto da una canottiera a spalla larga e un pantaloncino corto. Ai piedi aveva le infradito, era scappata fuori di casa così», prosegue il racconto. Alla cugina di Chiara Poggi, quella scena era parsa eccessiva: «Ricordo che una volta rientrata in casa non si era calmata subito, per questo dico che la sua reazione fu assolutamente spropositata rispetto alla situazione».
L’ipotesi delle avances
Stefania Cappa dice di collegare la preoccupazione della cugina in quei giorni al fatto che fosse da sola in casa. Quando più avanti nell’audizione le viene chiesto se Chiara Poggi le avesse mai parlato di avances ricevute da uomini che non fossero il fidanzato Alberto Stasi, è la stessa Cappa a ricollegarsi all’episodio raccontato in precedenza. «Purtroppo no – risponde agli inquirenti –. Purtroppo non so se Chiara avesse delle paure che non esprimeva ma che magari manifestava in maniera automatica, come quella volta che suonò l'allarme e lei si catapultò in strada spaventata». La “teoria” delle avances si lega al movente che la procura contesta ad Andrea Sempio, accusato di aver ucciso Chiara Poggi dopo un rifiuto sessuale. La prima ad aver fatto un’ipotesi simile era stata Paola Cappa il 15 agosto del 2007, interrogata a due giorni dal delitto. Anche lei è stata sentita in caserma il 5 maggio e le è stato chiesto da dove nascesse la sua interpretazione dell’epoca. «In realtà era molto casuale. L'ho detta perché immaginavo potesse essere un’ipotesi delle tante – ha spiegato Paola Cappa –. Non ricordo le circostanze in cui avevo rilasciato queste dichiarazioni, è stata una normale reazione per dare una spiegazione di istinto a quanto accaduto».
Il rapporto con Alberto Stasi
A Stefania Cappa, che aveva più confidenza con Chiara Poggi, viene anche chiesto del rapporto della cugina con Alberto Stasi: «Chiara era innamorata di Alberto. Sarebbero dovuti andare in vacanza insieme e lei era molto contenta. Avevo solo l’impressione che a volte si sentisse un po’ sola o esclusa dal giro di amicizie del ragazzo». I carabinieri chiedono anche se sapesse del video intimo tra i due: «Sì, Chiara me ne parlò. Lo fece in maniera generica, molto serena. Se sembrava lo avesse girato controvoglia? Assolutamente no».
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