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Il caso

Diffamazione, Fabrizio Corona sarà a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con Giorgia Meloni: ecco perché

Diffamazione, Fabrizio Corona sarà a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con Giorgia Meloni: ecco perché

La sede della presidente del Consiglio si trasformerà temporaneamente in un’aula giudiziaria

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Giovedì 21 maggio le porte di Palazzo Chigi si apriranno a uno scenario decisamente insolito: la sede della presidenza del Consiglio si trasformerà temporaneamente in un’aula giudiziaria per ospitare il confronto tra l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona e la premier Giorgia Meloni, costituita parte civile nel procedimento.

La vicenda nasce nell’ottobre 2023, quando Meloni e l’allora deputato di Fratelli d’Italia Manlio Messina presentarono una querela per diffamazione contro Corona. Al centro dell’inchiesta c’è un articolo pubblicato su Dillingernews.it, il portale fondato da Corona e diretto dal giornalista Luca Arnau, anche lui imputato nel processo, nel quale si ipotizzava una relazione sentimentale tra i due esponenti politici.

A ricostruire i dettagli dell’udienza è stato il Corriere della Sera. Corona ha infatti rifiutato la possibilità che la testimonianza della presidente del Consiglio avvenisse in videocollegamento. Una scelta legittima che ha portato Meloni a chiedere di essere ascoltata direttamente nella sede del governo, anziché al Tribunale di Milano.

L’ex fotografo dei vip, già condannato in passato per estorsione, reati fiscali, bancarotta e corruzione, arriverà a Palazzo Chigi insieme al suo storico avvocato Ivano Chiesa. Per l’occasione è prevista una vera trasferta della magistratura milanese: saranno presenti la giudice Nicoletta Marcheggiani, il cancelliere, il pm Giovanni Tarzia e il procuratore capo di Milano Marcello Viola, che ha deciso di seguire personalmente l’udienza.

In aula ci saranno anche i legali delle parti coinvolte: Luca Libra per Meloni, Matteo Serpotta per Messina e Alessio Pomponi per Arnau. Resta invece incerta la presenza dello stesso Messina, reduce dalla rottura con Fratelli d’Italia e dall’uscita dal partito dopo le tensioni con Luca Sbardella, commissario del partito in Sicilia.

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