Elezioni amministrative a Porto Torres, la sfida si gioca su lavoro e ambiente: le interviste ai candidati sindaco
La città turritana alle urne il 7 e l’8 giugno, gli eventuali ballottaggi saranno il 21 e 22
Porto Torres Il maestrale che arriva dal porto ha quell’odore di ruggine e salsedine che solo le città industriali di mare conoscono. Porto Torres è così: una città che non nasconde le sue cicatrici industriali, che vive la dicotomia tra turismo e la promessa di una riconversione industriale. In queste strade, e sui social, si sta consumando una delle campagne elettorali più calde. Il 7 e 8 giugno, i turritani sceglieranno chi dovrà sciogliere nodi irrisolti che ormai attraversano generazioni. Quattro candidati - Massimo Mulas (Centrosinistra, 5 liste e 90 candidati consiglieri), Ivan Cermelli (Centrodestra, 3 liste e 54 candidati consiglieri), Sara Dettori (Coalizione civica, sardista e identitaria, 3 liste e 54 candidati consiglieri), Loredana De Marco (1 lista, 17 candidati consiglieri).
Zona industriale e lavoro
La zona industriale è uno dei simboli di Porto Torres, il luogo dove si incrociano speranze e delusioni, il sogno di un futuro per il porto e l’amarezza per il progetto della Chimica verde, al palo dal 2011.
«Se si perdono delle filiere, si cerca di metterne in piedi altre, pianificando» spiega il sindaco uscente Mulas. «Come amministrazione abbiamo ripreso in mano delle aree, soprattutto quelle del porto, per puntare sulla cantieristica navale». E sulla recente questione dell’affidamento da parte di Eni, della manutenzione degli impianti ad aziende continentali, per Mulas «finché non si cambiano le norme comunitarie sui subappalti, la forza giuridica del Comune è poca, e il resto sono solo chiacchiere».
Per l’esponente della Lega Cermelli: «Non è accettabile che alla zona industriale arrivino lavoratori da fuori quando qui abbiamo tanti disoccupati. La situazione si risolve facendo rispettare i Ccnl, e puntando a creare a un consorzio di imprese locali». «Il futuro occupazionale della città però - continua Cermelli - passa soprattutto dal mare: Porto Torres è sulla rotta dei grandi yacht. Creiamo marine dedicate e charter nautici, servizi e cantieri, così il porto avrà futuro».
Su una diversa lunghezza d’onda De Marco, ex presidente del Consiglio comunale, che rifiuta la dicotomia “Eni-mostro”: «Dobbiamo smetterla di vedere l’azienda come i cattivi della situazione. Se si continua così, Eni scappa». Allo stesso tempo «vogliamo un patto di compensazione strutturale con manodopera e imprese locali. La maggior parte delle persone che ho fermato in zona industriale non erano di Porto Torres».
La sardista Dettori guarda invece alla bilancia tra industria e territorio: «È legittimo chiedersi quante ricadute economiche restino realmente qui». La sua proposta è sistemica: «Un tavolo permanente con sindacati, Confindustria ed Eni, per trasparenza, dialogo e accesso alle commesse nazionali».
Emergenza abitativa
È nei quartieri popolari che si percepisce il peso vero dell’emergenza abitativa. «Il diritto alla casa non è un tema secondario - dice Dettori -, è la base della dignità delle persone. La nostra idea è quella di costruire un piano comunale per l’abitare che metta insieme recupero del patrimonio esistente, sostegno agli affitti e collaborazione con Regioni ed Enti. E creare un Ufficio casa che faccia da mediatore».
Per Mulas la questione è più complessa: «Bisogna cambiare la legge regionale 13. I presupposti per accedere alle case popolari non rispecchiano più la realtà, ho già parlato con Todde e l’assessore Piu di questo». E apre a strumenti alternativi: «Rimodulare le aree 167, facilitare l’accesso al credito, e valutare terreni per case mobili».
L’ex attivista 5 stelle De Marco, ha iniziato proprio dalle strade del Satellite la sua campagna elettorale: «Non un caso, già nel 2024 abbiamo raccolto mille firme per denunciare il degrado delle palazzine. I lavori iniziati dieci anni fa sono stati abbandonati». E ha una proposta che, dice, le viene richiesta dagli stessi residenti: «Mettere al bando gli stabili vuoti del Satellite con affitto con riscatto. Chi li prende li ristruttura. Anche imprenditori che vogliono investire nei quartieri, così la città recupera dignità».
«Parte delle colpe sull’emergenza abitativa sono dell’attuale amministrazione» tuona Cermelli. «La città deve avere due Comuni di riferimento: Sassari, con l’housing sociale, e Olbia, che ha intercettato 14 milioni dal Pinqua. Porto Torres invece zero. Perché ci siamo fatti sfuggire questa opportunità?». La priorità è «risanare gli immobili pubblici. Più la gente vive nel degrado, più degrada» conclude Cermelli.
Ambiente e decoro
È da sempre uno dei temi più sentiti della campagna elettorale. Secondo De Marco «le bonifiche vanno avanti, ma lavorano più i mezzi che le persone, e le ricadute a livello lavorativo sono veramente poche. Sul decoro invece c’è bisogno di programmazione. Sfalci, disinfestazioni e problema blatte, non possono essere temi da affrontare come emergenze».
Il sindaco Mulas difende l’operato della sua giunta: «I lavori di bonifica procedono bene e spediti, sono stati raddoppiati gli investimenti previsti, e questo ci fa ben sperare per poter riorganizzare l’area». Sul decoro, però, ribalta la prospettiva. «Chi sostiene che Porto Torres sia sporca vuol dire che non gira le città. Il nostro Comune è un territorio di passaggio: zona industriale, porto, queste sono cose di cui si deve tenere conto. Il decoro sono anche le strade e le opere pubbliche, noi abbiamo concretizzato investimenti per oltre 70 milioni di euro e approvato il Puc».
Per la candidata della coalizione sardista «ambiente e qualità urbana sono temi che incidono direttamente sulla sull’immagine della città. Una città curata è una città più sicura e attrattiva». Sulle bonifiche, «servono tempi certi, trasparenza e pressione politica costante verso tutti gli enti competenti. Il comune non può avere un ruolo passivo» spiega la candidata sardista.
Posizione più netta dal centrodestra turritano: «Porto Torres è sporca e non curata - dice Cermelli -. Il capitolato d’appalto con l’azienda è buono, ma non viene applicato». Per quanto riguarda le bonifiche «abbiamo pagato un prezzo altissimo in termini di vite. Abbiamo diritto ad aree risanate subito. E togliete quelle ciminiere, lo skyline di Porto Torres non cambia da decenni, quella è la porta d’ingresso della città».
Cultura
La cultura, in città, negli ultimi anni è cambiata. Come il mosaico di una domus, si sono aggiunti tasselli nuovi, tasselli antichi, ma soprattutto sono rimaste le associazioni che hanno scelto di investire qui. Il candidato del centrodestra guarda all’Asinara e alle eccellenze: «Una facoltà di biologia marina, coworking, valorizzazione delle eccellenze locali. Balai si può utilizzare, ancora. È un anfiteatro naturale capace di accogliere migliaia di persone». E riconosce: «Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Sui grandi eventi questa amministrazione ha piantato un seme. La linea è quella giusta».
Sull’argomento Mulas rivendica il lavoro dei suoi assessorati: «Le associazioni si sono messe insieme, hanno iniziato a collaborare e abbiamo dato fiducia a tutti. Siamo riusciti a creare un mix che ha fatto riscoprire il senso di comunità. Ma non ci fermiamo qui, siamo pronti ad aiutare chiunque voglia mettersi in moto, e stiamo valutando delle zone – alcune già individuate – per creare delle aree destinate ai grandi eventi».
La voce fuori dal coro è quella degli ex grillini: «Con i soldi spesi per due concerti – The Kolors e Gabbani – si sarebbero potute fare attività per due mesi» dice De Marco. «E non parlo di eventi piccoli. Serve però pianificazione, creare percorsi dove ci sono le domus, e restituire il cinema al teatro Parodi. I giovani non chiedono la luna. Solo spazi, parchi, luoghi per studiare».
Per Dettori serve un cambio di passo: «Le nostre proposte sono il progetto “Turrisarte” come centro polivalente per esposizioni e produzione culturale; un urban center per il dialogo tra Amministrazione e cittadini sulle trasformazioni urbane, e un Parco della Musica per dare spazio alla produzione artistica locale».
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