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Cartelle, multe e Imu: via libera alla nuova rottamazione quinquies

Cartelle, multe e Imu: via libera alla nuova rottamazione quinquies

La Camera approva in via definitiva il decreto fiscale: sanatoria estesa ai debiti con enti locali dal 2000 al 2023, più tempo per il concordato delle partite Iva e nuove regole sui carburanti

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Roma Via libera definitivo della Camera al decreto fiscale che amplia la rottamazione quinquies e introduce una serie di modifiche su cartelle, partite Iva, carburanti e pagamenti della Pubblica amministrazione.

La novità principale riguarda l’estensione della sanatoria anche ai debiti relativi a multe stradali, Imu, Tari e rette scolastiche affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni ed enti locali tra il 2000 e il 2023. Saranno però gli stessi enti territoriali a scegliere se aderire alla misura: entro il 15 giugno dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate la decisione di consentire ai contribuenti il pagamento senza sanzioni, interessi e aggio. Per le multe stradali lo sconto riguarderà soltanto interessi e aggio, mentre la sanzione resterà dovuta.

Nel testo trovano spazio anche norme dedicate ai lavoratori impegnati nell’organizzazione dell’America’s Cup di Napoli, con specifiche agevolazioni fiscali.

Il decreto modifica inoltre il concordato preventivo biennale per le partite Iva, prorogando dal 30 settembre al 31 ottobre il termine per aderire. Vengono inoltre introdotte nuove soglie di incremento per i contribuenti considerati fiscalmente meno affidabili.

Cambiano anche le regole sui pagamenti della Pubblica amministrazione: l’obbligo di compensazione con eventuali cartelle esattoriali scatterà solo in presenza di debiti superiori a 5mila euro, alleggerendo il meccanismo previsto nella versione iniziale del provvedimento.

Nel decreto è confluito anche il pacchetto sulle accise e sui carburanti. Dal 30 giugno 2026, in presenza di rincari anomali dei prezzi, il Garante dei prezzi potrà segnalare al ministero delle Imprese possibili distorsioni lungo la filiera.

Durante l’esame parlamentare sono stati inoltre eliminati i nuovi limiti previsti sulle plusvalenze e sui dividendi. Non è invece stata approvata la stretta sul telemarketing nel settore delle telecomunicazioni.

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