Provoca un’esplosione nella sua casa, arrestato per strage – Cosa sappiamo
Il 39enne era rimasto ferito nella deflagrazione ed è tutt’ora ricoverato al centro grandi ustionati
Terralba È stato arrestato con l’accusa di strage Luis Alejandro Frau, il 39enne rimasto gravemente ferito nell’esplosione che nella mattina di domenica 17 maggio ha distrutto la sua villetta a schiera in via Boccaccio. La svolta è arrivata al termine degli accertamenti condotti dai carabinieri della stazione di Terralba e della compagnia di Oristano, che hanno escluso si sia trattato di un incidente. Secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe provocato volontariamente la deflagrazione, saturando l’appartamento con il gas fuoriuscito da due bombole non collegate all’impianto domestico e innescando poi l’esplosione con un accendino. Un gesto che ha messo in pericolo non solo la sua vita, ma anche quella dei residenti della zona.
L’episodio risale alle prime ore della mattina di domenica, intorno alle 8.30. Un violento boato aveva scosso l’intero quartiere, alla periferia del paese, seminando paura tra i residenti e facendo accorrere numerose persone in strada. La deflagrazione ha devastato gran parte dell’abitazione, causando il crollo di porzioni dell’edificio e la dispersione di detriti anche all’esterno, con danni alle strutture vicine. All’interno si trovava il proprietario, unico occupante della casa, che è stato investito in pieno dall’onda d’urto e dalle fiamme. Soccorso immediatamente dal personale del 118, era stato trasferito con l’elisoccorso al centro grandi ustionati dell’ospedale civile di Sassari, dove si trova tuttora ricoverato in gravi condizioni.
Erano intervenuti anche i vigili del fuoco, impegnati nello spegnimento dell’incendio e nella messa in sicurezza dell’area, mentre i carabinieri avevano isolato la zona e avviato i primi rilievi. Nelle ore immediatamente successive all’esplosione, l’ipotesi prevalente era quella di una fuga di gas accidentale, forse dovuta a una bombola difettosa o non correttamente chiusa. Una pista che appariva plausibile alla luce della violenza dello scoppio che aveva portato gli investigatori a concentrarsi su eventuali guasti o malfunzionamenti domestici. Gli accertamenti tecnici e investigativi hanno però rapidamente cambiato il quadro: gli elementi raccolti hanno evidenziato che il gas non proveniva da una perdita accidentale, ma era stato deliberatamente diffuso all’interno della casa. Fondamentale, in questo senso, il fatto che le bombole utilizzate non fossero collegate all’impianto: un dettaglio che ha orientato gli investigatori verso la natura dolosa dell’esplosione. Da qui la decisione della procura di contestare il reato di strage, considerando il concreto rischio per l’incolumità pubblica: l’esplosione, infatti, avrebbe potuto coinvolgere altre abitazioni o colpire passanti e residenti.
Il 39enne è dunque ora ricoverato a Sassari, in stato di arresto, sotto sorveglianza. Le sue condizioni restano gravi a causa delle ustioni riportate nell’esplosione. Restano ancora da chiarire le motivazioni del gesto, su cui sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. Intanto, viene sottolineato come solo per circostanze fortuite non si sia verificata una tragedia ben più grave: nonostante la potenza della deflagrazione, infatti, non si erano registrati altri feriti, pur essendo stata messa seriamente a rischio l’intera area circostante.
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