La Nuova Sardegna

Delitto di Garlasco

Le intercettazioni choc di Andrea Sempio: «Pm corrotti, mi aspetto di tutto»

Le intercettazioni choc di Andrea Sempio: «Pm corrotti, mi aspetto di tutto»

Il commesso indagato per l’omicidio di Chiara Poggi attacca i magistrati. A breve la decisione sull’interrogatorio a Pavia

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Garlasco Mancano ormai solo tre giorni per scoprire se Andrea Sempio deciderà di farsi interrogare o meno dai pm di Pavia. I magistrati pavesi, infatti, sono convinti che sia stato lui a uccidere Chiara Poggi il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Si tratterebbe della prima volta in cui l'indagato accetta un confronto diretto, dopo essersi rifiutato di presentarsi il 20 maggio 2025 e aver scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere appena due settimane fa. Dietro questa chiusura c'è un'ostilità radicata, emersa chiaramente dai brogliacci delle intercettazioni depositati dopo la recente chiusura delle indagini.

Le intercettazioni: "Hanno pilotato tutto, sono corrotti"

Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, il clima di profonda sfiducia di Sempio nei confronti della giustizia emerge in modo lampante da una conversazione intercettata il 21 marzo dell'anno scorso. In auto con un'amica, di ritorno da un summit con i suoi difensori sull'imminente incidente probatorio, l'uomo si lascia andare a sfoghi pesanti. Sempio si convince che la situazione sia "pilotata" e lancia accuse gravissime contro la controparte: «Sappiamo che dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stra-corrotta», dice il commesso riferendosi ad alcuni inquirenti. Una dichiarazione che suona quasi paradossale se si pensa – come ricorda il quotidiano – all'ombra sulla prima inchiesta del 2017: attualmente esiste infatti un fascicolo ancora aperto per corruzione in atti giudiziari a carico del padre dell'indagato, Giuseppe Sempio, e dell'ex procuratore aggiunto.

I timori per il Dna e il sospetto su Stasi

Nelle intercettazioni non mancano i giudizi taglienti sui giudici, in particolare sulla gip Garlaschelli, inizialmente apostrofata con un insulto e poi ridimensionata a «persona corretta, anche se magari sgradevole nei modi». Ciò che più preoccupa Sempio e la sua difesa è la mossa degli inquirenti, determinati a portare davanti a un giudice terzo la prova madre di questa nuova fase processuale: l'analisi del Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima e attribuito proprio a Sempio. Di fronte all'incidente probatorio, il 38enne si mostra rassegnato e convinto di essere vittima di un complotto: «Per me è la gente con cui abbiamo a che fare, sotto sono corrotti... mi aspetto il peggio possibile». Il sospetto, alimentato anche dai dubbi dell'amica che viaggia in auto con lui, è che i legali di Alberto Stasi stiano muovendo i fili della vicenda sfruttando le loro conoscenze. «Ci son troppe cose strane sotto... Troppe», conclude Sempio. Ora, la palla passa nuovamente a lui: parlerà ai pm o sceglierà ancora una volta la via del silenzio?

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