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Shopping online extra-UE, ok al nuovo dazio – Da quando si paga e per quali pacchi

Shopping online extra-UE, ok al nuovo dazio – Da quando si paga e per quali pacchi

Addio all'esenzione doganale per i piccoli acquisti

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Svolta fiscale per lo shopping online nell'Unione Europea. È stato approvato un nuovo dazio doganale fisso di 3 euro per tutti i pacchi provenienti da Paesi extra-UE (come Cina, USA e Regno Unito) con un valore inferiore ai 150 euro. La misura cancella definitivamente la vecchia franchigia per i beni di modesto valore, penalizzando il mercato del fast commerce . L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha già emanato le prime linee guida per adeguare i codici e i sistemi di dichiarazione doganale.

Tassa sui pacchi, fine dell’esenzione sotto i 150 euro

Fino a questo momento, i pacchi con un valore intrinseco inferiore a 150 euro erano soggetti esclusivamente al pagamento dell’IVA, ma erano esenti dai dazi doganali. La nuova normativa elimina questo privilegio, introducendo un contributo forfettario di 3 euro per ogni singola spedizione. L’obiettivo dell’Unione europea è duplice: proteggere il mercato interno, ovvero contrastare la concorrenza aggressiva dei giganti dell’e-commerce asiatici che inondano il mercato europeo con prodotti a bassissimo costo;

snellire le procedure di sdoganamento, evitando calcoli percentuali complessi su milioni di piccoli colli che transitano ogni giorno nelle dogane europee.

Come funziona il calcolo

La gestione dei costi doganali segue una logica basata sulla categorizzazione dei beni piuttosto che sulla quantità fisica degli oggetti o sul numero di confezioni spedite. Il contributo fisso di 3 euro viene infatti calcolato per ogni singola tipologia di prodotto (tecnicamente definita voce doganale) presente all’interno della spedizione.

Nel caso in cui si acquistino sei magliette uguali tra loro, l’importo aggiuntivo rimane di 3 euro, poiché i prodotti rientrano in un’unica categoria merceologica.

Ma l’acquisto di articoli di diversa composizione cambia le cose: se il pacco contiene una camicia in seta e due in lana, il costo sale a 6 euro. Nonostante si tratti sempre di abbigliamento, i materiali differenti determinano l’applicazione di due codici distinti.

Per l’acquisto di categorie merceologiche miste, una spedizione che include un dispositivo elettronico, un indumento e un complemento d’arredo comporta un esborso di 9 euro, in quanto l’operazione coinvolge tre diverse classificazioni.

Inoltre, poiché la tariffa di 3 euro è considerata a tutti gli effetti un diritto doganale. Di conseguenza, tale importo è soggetto all’applicazione dell’IVA, un fattore che determina un ulteriore incremento del prezzo finale da corrispondere per il ritiro della merce.

L’impatto sui consumatori e sui giganti del web

La misura colpirà in modo particolare gli utenti di piattaforme popolari come Temu, Shein e AliExpress, dove il valore medio del carrello è spesso contenuto. Un rincaro di 3 euro su un acquisto di 10 o 20 euro rappresenta una percentuale significativa che potrebbe scoraggiare l’acquisto compulsivo di piccoli oggetti.

Inoltre, il dazio di 3 euro si sommerà all’IVA già prevista, rendendo meno conveniente l’importazione diretta per i consumatori finali e spingendo potenzialmente le aziende extra-UE a stoccare le merci direttamente in magazzini situati all’interno del territorio europeo per evitare il balzello ai propri clienti.

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