Cala Zafferano, il mare restituisce una lettera di addio a un amico scomparso: «Mi manchi»
Pagine scritte in francese, protette da una pietra di quarzo e da una candela. Il racconto struggente di un'amicizia spezzata e del rimorso di chi non è riuscito a salvare una persona cara
Teulada Il mare, a volte, restituisce molto più che oggetti trascinati dalle correnti. Restituisce storie. Frammenti di vite. Parole che sembrano non voler scomparire.
Nella mattina di ieri, lunedì 1 giugno, sulla spiaggia di Cala Zafferano, uno degli angoli più suggestivi della costa di Teulada, sono state ritrovate alcune pagine scritte a mano in francese. Non erano dentro una bottiglia. Erano adagiate su un pezzo di sughero, posate sopra alcune foglie di oleandro e fermate da una pietra di quarzo bianco e da una candela, quasi a proteggerle dal vento e dall'acqua.
Le pagine, consumate dalla salsedine e dal sole, raccontano una storia di dolore e di amicizia. Una lettera struggente, firmata "Mister Sam", indirizzata a una persona scomparsa. Dalle parole emerge il rimpianto di chi non è riuscito ad aiutare un amico che stava attraversando una sofferenza profonda.
«Sono così dispiaciuto che tu abbia dovuto vivere tutto questo, sopportare tutto questo e trovarti da solo», scrive l'autore della lettera. E ancora: «Spero che tu sappia che non sei mai stato davvero solo. Pensavamo spesso a te. Semplicemente non sapevamo come aiutarti».
Riga dopo riga emerge il senso di impotenza di chi ha assistito da lontano alla sofferenza di una persona cara. «Le prime cose che mi vengono in mente sono quanto sono triste di non averti potuto aiutare come avrei voluto. Aiutarti a uscire da tutto questo, aiutarti a ritrovare il gusto della vita, aiutarti a guardare avanti».
Tra i passaggi più intensi c'è il ricordo della quotidianità condivisa, dei momenti semplici che spesso diventano i più preziosi quando una persona non c'è più. «Sai cosa manca terribilmente? Non soltanto te. La pizza, la musica, le feste, le risate, un buon vino o un whisky, una passeggiata in montagna o semplicemente stare in pizzeria a raccontare sciocchezze».
L'autore si rivolge a un amico che non è più in vita, lasciando trasparire il peso del senso di colpa e delle domande rimaste senza risposta. «Ho provato come potevo, con i mezzi che avevo. So che non era molto, ma facevo quello che potevo».
Poi la frase che più di ogni altra restituisce il significato della lettera: «Per ritrovare la luce, per smettere di soffrire, tu hai scelto la morte». Parole che lasciano intuire una lunga sofferenza e il dolore di chi è rimasto. Un dolore che si trasforma in nostalgia nell'ultima pagina, dove il messaggio assume i toni di un saluto. «Mi manchi, amico mio... Mi manchi».
La lettera si chiude con una promessa e un ringraziamento: «Cercherò davvero di avere una vita degna, di valorizzare tutto ciò che, attraverso la tua sofferenza, mi hai insegnato. Sono felice di averti conosciuto e di averti avuto nella mia vita».
Non è possibile sapere chi abbia lasciato quelle pagine sulla spiaggia né quando siano state affidate al mare. La lingua francese lascia pensare a un turista francese. Resta però l'immagine di quel piccolo memoriale improvvisato tra la sabbia e il mare di Cala Zafferano, in uno dei luoghi più belli della Sardegna.
Un messaggio privato che il vento e le onde hanno trasformato, per qualche istante, in una testimonianza universale di amicizia, dolore e memoria.
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