Grazia a Nicole Minetti, la Procura smonta le accuse e conferma il suo ok: «Nessun fatto da rivalutare»
Gli accertamenti escludono irregolarità nell’adozione, pendenze all’estero e riscontri sulle accuse di feste con droga e sesso
Milano Per la Procura generale di Milano non ci sono elementi tali da rimettere in discussione i presupposti della grazia concessa dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Nicole Minetti. La valutazione arriva al termine di un supplemento di attività avviato dopo alcune notizie di stampa. Secondo la procuratrice generale Francesca Nanni, l’avvocata generale Lucilla Tontodonati e il sostituto procuratore generale Gaetano Brusa, gli accertamenti svolti hanno escluso che siano emersi fatti in contrasto con il quadro già acquisito durante l’iter procedimentale. Minetti era stata condannata in via definitiva a 2 anni e 10 mesi per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e 1 mese per peculato legato ai rimborsi da consigliera regionale.
Le verifiche sulle notizie di stampa
La Procura generale afferma che i fatti riportati da alcune ricostruzioni giornalistiche «non corrispondono al vero». In particolare, come riporta Il Corriere.it viene “smentito quanto pubblicato dal Fatto Quotidiano sul decesso in circostanze non chiare di un legale”. Secondo i magistrati milanesi, la persona deceduta non era l’avvocato dei genitori del figlio adottivo di Minetti, ma il legale del minore, favorevole all’adozione. Sempre secondo la Procura generale, nel procedimento adottivo non ci fu alcuna battaglia legale: i genitori naturali non si costituirono, la madre biologica risultò da sempre irreperibile e i genitori naturali furono rappresentati da un difensore d’ufficio. Il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha inoltre riferito, in relazione alla morte del legale del minore, che non risultano ipotesi di reato.
L’adozione e il quadro sanitario del minore
Dagli accertamenti non sarebbero emerse irregolarità nel procedimento di adozione, riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia. La Procura generale sottolinea anche che non risultano segnalazioni di reato, pendenze giudiziarie o coinvolgimenti in indagini in Uruguay e in Spagna a carico di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Viene inoltre confermato il grave quadro sanitario del minore, seguito al Boston Children’s Hospital. Le condizioni del bambino richiedono, secondo quanto ricostruito, la presenza della madre in occasione di controlli e terapie. Sono stati confermati anche precedenti consulti in strutture ospedaliere di Cleveland, New York e in Italia.
Volontariato e presenza in Italia
Un altro punto esaminato riguarda la vita di Minetti negli ultimi anni. Per i magistrati è confermata l’attività di volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile nel Paese dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo brevi rientri in Uruguay. La Procura generale ritiene inoltre smentite le affermazioni relative a presunte feste con droga e sesso alle quali Minetti avrebbe partecipato. Quelle dichiarazioni, attribuite inizialmente in forma anonima e poi con nominativo a una massaggiatrice dal Fatto Quotidiano, sono state considerate superate da numerose dichiarazioni raccolte nell’ambito di indagini difensive e da quanto riferito ai carabinieri da persone informate sui fatti.
La conclusione dei magistrati
La conclusione della Procura generale è che non siano emersi fatti nuovi o contrari al quadro probatorio già valutato dalle autorità competenti. Per questo, secondo i magistrati milanesi, non c’è nulla da rivedere nei presupposti della grazia concessa a Nicole Minetti.
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