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Rapita e uccisa da un pedofilo, Francia sotto choc per la drammatica morte di Lyhanna: il caso fa tremare il Governo

Rapita e uccisa da un pedofilo, Francia sotto choc per la drammatica morte di Lyhanna: il caso fa tremare il Governo

Oggi 7 giugno cinquemila persone parteciperanno alla ''marcia bianca'' in ricordo della bambina

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Fleurance La vicenda ha inizio venerdì 29 maggio 2026 a Fleurance , un piccolo comune di 6.000 abitanti nel dipartimento del Gers. Lyhanna scompare all'uscita di scuola. Le telecamere di videosorveglianza della zona riprendono la bambina mentre sale a bordo dell'auto di un uomo. 

Nonostante la mobilitazione di oltre 170 gendarmi, elicotteri, subacquei e centinaia di volontari, le speranze di ritrovarla in vita si spengono dopo sei giorni di ricerche. Il corpo senza vita della bambina viene scoperto all'interno di un silo agricolo dismesso a circa quindici chilometri dal luogo della sparizione. A indirizzare gli inquirenti verso l'area isolata sono i dati Gps dell'auto del sospettato e la segnalazione di un testimone. Il test del DNA confermano successivamente l'identità della piccola vittima.

Il profilo del sospettato: Jérôme Barella

Il principale accusato del delitto è Jérôme Barella , un uomo di 41 anni. L'uomo non era uno sconosciuto per la vittima: era infatti il padre di una compagna di classe di Lyhanna. Barella conosceva perfettamente il luogo in cui ha nascosto il corpo, avendo lavorato per sei anni proprio per la cooperativa agricola proprietaria di quel silo.  Fermato dai gendarmi, l'uomo ha inizialmente negato il coinvolgimento. Ha poi cambiato versione davanti alle prove video, trincerandosi infine dietro al silenzio. Su di lui pende l'accusa di rapimento, sequestro di persona e omicidio.

Lo scandalo della "giustizia colabrodo"

Ciò che ha trasformato la tragedia in un caso politico nazionale è il passato giudiziario di Barella. L'uomo era infatti noto alle autorità sin dal 2017 . Su di lui pendevano ben cinque segnalazioni e procedure amministrative o giudiziarie per reati di natura sessuale e abusi su minori. Tra queste, figurava anche la testimonianza dei genitori di un'altra bambina che avevano denunciato l'uomo per palpeggiamenti.

Nonostante la gravità e la reiterazione dei rapporti, Barella non era mai stato arrestato né formalmente fermato dalla polizia. Persino la famiglia di Lyhanna aveva preso le distanze dall'uomo l'autunno precedente, vietando alla figlia di frequentarlo dopo che la bambina aveva raccontato di comportamenti ambigui e "chatouilles" (solletico) ritenuti inappropriati durante un pigiama party.

Le reazioni della politica e del Paese

La notizia del monitoraggio fallimentare del pedofilo ha scatenato la rabbia della comunità e costretto i vertici dello Stato a intervenire. Il Presidente Emmanuel Macron ha parlato apertamente di una "inaccettabile disfunzione della giustizia" e di gravissimi fallimenti del sistema che andranno chiariti con la massima urgenza.

Il Ministro dell'Interno Gérald Darmanin e il Ministero della Giustizia hanno ammesso il fallimento collettivo dello Stato , scusandosi formalmente con la famiglia della vittima e promettendo sanzioni immediate per le falle burocratiche che hanno permesso a un predatore sessuale seriale di restare a piede libero.

La marcia bianca per la piccola Lyhanna

Intanto oggi 7 giugno sono attese cinquemila persone a Fleurance per partecipare alla ''marcia bianca'' in ricordo di Lyhanna, la bambina di 11 anni rapita e uccisa probabilmente da Jerome Barella, noto da anni alle autorità per denunce di violenze sessuali e stupro. Lo ha detto a Bfmtv il sindaco di Fleurance, che ha organizzato la marcia silenziosa che partirà alle 15 dal centro della città. Presente alla manifestazione anche i genitori della vittima.

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