La Nuova Sardegna

Inchiesta

Flotilla, il ministro israeliano Ben-Gvir indagato a Roma per gli abusi nel porto di Ashdod

Flotilla, il ministro israeliano Ben-Gvir indagato a Roma per gli abusi nel porto di Ashdod

La procura procede per sequestro di persona e tortura dopo le denunce degli attivisti fermati da Israele. Negli esposti si parla di taser, proiettili di gomma, umiliazioni, aggressioni e violenze sessuali

3 MINUTI DI LETTURA





Roma La procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze denunciate dagli attivisti della Flotilla fermati dalle autorità israeliane e portati nel porto di Ashdod. Il fascicolo ipotizza i reati di sequestro di persona e tortura. Nel registro degli indagati è stato iscritto anche il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Al centro dell’indagine ci sono le immagini degli attivisti costretti a restare in ginocchio, con le mani legate dietro la schiena, mentre venivano derisi e maltrattati dai militari israeliani. In un filmato Ben-Gvir compare davanti alle telecamere mentre si aggira tra uomini e donne fermati e li schernisce. «Welcome to Israel. Benvenuti in Israele. Qui comandiamo noi», dice nel video, congratulandosi con i soldati.

Negli uffici di piazzale Clodio è arrivata anche una lista predisposta dalla fondazione Hind Rajab, con i profili di alcuni militari indicati dagli attivisti come responsabili degli abusi. Le denunce riguardano l’abbordaggio delle imbarcazioni partite il 26 aprile dalla Sicilia e bloccate nella notte del 29 aprile in acque internazionali, vicino all’isola di Creta.

Secondo gli esposti presentati alla procura, gli attivisti sarebbero stati sottoposti a umiliazioni, punizioni fisiche e psicologiche, scariche di taser, proiettili di gomma, molestie e aggressioni sessuali. Una donna musulmana ha raccontato che i soldati le avrebbero strappato l’hijab, lasciandola con il capo scoperto, e che lo stesso sarebbe accaduto ad altre donne. Un altro attivista ha riferito che i militari avrebbero sparato proiettili di gomma e costretto le persone fermate a camminare piegate in avanti, premendo con violenza sulle loro schiene.

Altri racconti parlano di taser, calci e pugni. Secondo quanto riportato dagli avvocati, almeno trentacinque persone avrebbero riportato fratture alle costole. Le denunce di violenza sessuale sarebbero dodici. Le donne sarebbero inoltre state lasciate senza assorbenti, mentre alcune persone con patologie non avrebbero ricevuto i medicinali necessari.

I legali della Flotilla hanno annunciato una nuova integrazione da trasmettere alla procura di Roma, con ulteriori elementi sugli abusi e sui maltrattamenti denunciati. Non è escluso che, alla luce degli atti, gli inquirenti possano valutare anche altre ipotesi di reato, tra cui il tentato omicidio e la violenza sessuale.

Il fascicolo è coordinato dal procuratore capo Francesco Lo Voi. I magistrati romani indagano anche sull’assalto del 1° ottobre 2025 alla prima Flotilla partita dalla Sicilia. In quel caso le ipotesi di reato sono tortura, sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina.

A inizio maggio la procura aveva trasmesso al ministero della Giustizia una rogatoria da avviare con Israele per identificare i responsabili delle violenze denunciate e acquisire i documenti utili a ricostruire le modalità degli arresti e degli interrogatori. Si tratta di una richiesta considerata particolarmente delicata e che, secondo le valutazioni degli inquirenti, potrebbe restare senza risposta. Dopo una comunicazione arrivata da via Arenula, la richiesta di atti sarà inoltrata direttamente dall’ufficio giudiziario della Capitale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’isola al voto

Elezioni comunali, trionfano Mulas e Milia: Cossa vince a Sestu – La lista completa dei sindaci eletti

Le nostre iniziative