Giorni di fuoco in Sardegna, indagini sugli incendi: roghi causati da imprudenze
Il Corpo Forestale: abbruciamenti e comportamenti colposi possono innescare le fiamme
Quartu Sant’Elena La morte di un uomo colto da un malore, lo scorso 1 giugno, mentre tentava di spegnere un incendio generato da un abbruciamento in località Niu Crobu, a Quartu Sant’Elena, segna l'inizio drammatico della campagna antincendio 2026. Ed è anche da questa tragedia che il Corpo Forestale ha già dato impulso alle serrate indagini e gli accertamenti per verificare l’origine di numerosi roghi che, nei giorni scorsi, hanno già mandato in fumo ettari di vegetazione, mettendo in pericolo, in diversi casi, la vita delle persone. A Elmas, qualche giorno fa, si è reso necessario l’allontanamento precauzionale delle persone presenti all’interno dell’Istituto Tecnico Agrario “Duca degli Abruzzi”, a causa dell’intenso fumo che aveva invaso l’edificio.
Non solo, evidenziando un alto rischio legato all'eccesso di biomassa vegetale, il Corpo Forestale mette l’accento sui roghi recenti che sarebbero stati causati – in molti casi – da imprudenze agricole e comportamenti colposi, ricordando l'obbligo di rispettare le prescrizioni regionali e l'uso del numero di emergenza 1515.
Muore nell’incendio colto da un malore
Un abbruciamento di residui di potatura di olivo è rapidamente degenerato in un incendio a causa della presenza di erba secca e delle condizioni ambientali favorevoli alla propagazione. Nel tentativo di spegnere le fiamme, il proprietario di uno dei terreni interessati è stato colto da un malore che ne ha causato il decesso. Così è morto lo scorso 1 giugno, Michele Podda, 81 anni, originario di Ollolai dove era stato anche sindaco. A ritrovarlo senza vitta sono stati gli uomini delle squadre dei Vigili del Fuoco arrivati sul posto per domare le fiamme di un incendio che è stato spento anche con l’aiuto e di un mezzo aereo del Corpo Forestale.
Gli incendi di origine colposa
Negli ultimi giorni si sono verificati diversi incendi riconducibili, secondo gli accertamenti svolti dal personale del Corpo Forestale del Servizio Ispettorato ripartimentale di Cagliari, a lavorazioni agricole.
In particolare, attività di decespugliamento con macchine operatrici hanno verosimilmente provocato l’innesco delle fiamme a causa del surriscaldamento di componenti meccaniche o del contatto tra parti metalliche e pietre presenti sul terreno. Episodi di questo tipo sono stati rilevati nelle campagne di Pimentel e di Villasimius, richiedendo l’intervento degli elicotteri della flotta regionale antincendio del Corpo Forestale e dei Canadair della flotta nazionale.
Un’ulteriore ipotesi di incendio colposo è oggetto di accertamento a Quartu Sant’Elena, in zona via della Musica, nelle vicinanze del Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, dove un petardo fumogeno utilizzato durante una partita di calcio dilettantistico ha innescato la vegetazione secca. Anche in questo caso si è reso necessario l’impiego di un mezzo aereo per contenere le fiamme.
Campagna antincendio 2026
Con l’avvio della campagna antincendio 2026, il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale richiama «l’attenzione dei cittadini e degli operatori sulle particolari condizioni della vegetazione presenti quest’anno sul territorio regionale». Le abbondanti precipitazioni invernali hanno favorito «un incremento significativo della biomassa vegetale, determinando un contesto che richiede la massima prudenza nello svolgimento di attività potenzialmente idonee a generare inneschi suscettibili di espandersi in incendio».
A Pula, infine, il cedimento di un isolatore di una linea elettrica ha provocato la caduta di frammenti incandescenti sulla vegetazione secca, determinando l’innesco di un incendio. Il tempestivo intervento della pattuglia del Corpo Forestale ha consentito di circoscrivere immediatamente il rogo, evitando conseguenze più gravi per la pubblica incolumità e per l’ambiente. Anche in questo caso sono in corso approfondimenti per accertare i profili di responsabilità.
Le circostanze sinora rilevate – scrive il Corpo Forestale – «appaiono riconducibili a condotte imprudenti, imperizia nell’esecuzione delle attività o carente manutenzione di impianti e attrezzature. Si tratta di comportamenti o di omissioni che, pur in assenza di volontà dolosa, possono determinare incendi di rilevante entità e danni significativi al patrimonio ambientale».
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