Il pestaggio, lo speronamento e la tragedia sfiorata: i 18enni in carcere sentiti dal Gip – Ecco che cosa hanno detto
Le indagini della Squadra Mobile erano scattate subito dopo un incidente che aveva coinvolto una famiglia
Cagliari «Non ricordo bene quel che è successo, sono ancora molto confuso. So che eravamo tutti poco lucidi e che c’è stato uno scontro fisico nel parcheggio del locale con altre persone, ma mi sento di escludere che ci sia stato poi un inseguimento e gli speronamenti intenzionali in auto da parte nostra».
Accusato di tentato omicidio plurimo aggravato e lesioni gravi, questo il racconto fatto da Alessio Loddo, 18enne di Monserrato, nell’interrogatorio di garanzia di questa mattina 9 giugno al giudice delle indagini preliminari Luca Melis. Assistito dall’avvocato Davide Mascia, si trova in carcere da venerdì scorso. Il pestaggio e lo speronamento lui e un altro coetaneo sono in cella per tentato omicidio plurimo dopo i fatti avvenuti lo scorso 27 aprile nel lungomare Poetto a Cagliari dove si era sfiorata una tragedia.
Loddo avrebbe detto di avere ricordi confusi: «So solo che non stavo guidando io e che stavamo andando dal locale del Poetto per tornare a casa e a un semaforo sul Lungomare Saline ci siamo affiancati all’auto con dentro le persone del parapiglia al parcheggio. È ricominciato il battibecco ma al verde del semaforo ripartiti, poi non ricordo altro, stavo male e ho cominciato a vomitare dal finestrino».
L’altro indagato, anche lui in carcere a Uta, Daniel Porcu, di Quartu, assistito nell’interrogatorio di garanzia dall’avvocato Stefano Piras, si è avvalso al momento della facoltà di non rispondere, riservandosi di farlo successivamente. Da parte sua, invece, Alessio Loddo «si è dimostrato abbastanza collaborativo, per quel che ha potuto», ha poi precisato l’avvocato Mascia. Il giovane indagato ha raccontato quel che ha detto di ricordare e di essere ancora molto confuso su cosa sia accaduto quella sera nel parcheggio di un locale del Poetto, davanti alla rotatoria della Bussola. Lui e i suoi amici – forse quattro o cinque secondo la polizia nella ricostruzione dei fatti – hanno avuto un’accesa discussione per banali motivi con due persone – agli investigatori della Mobile risulterebbe che almeno con una di esse si conoscessero.
La controparte era una famiglia composta da padre, madre e due figli (un ragazzo e una ragazza sedicenne), più un’amica coetanea della ragazza. I genitori erano andati per prendere i figli dopo la serata trascorsa in un locale e nel parcheggio era scoppiato un diverbio finito in rissa. Ma tutto sarebbe finito lì e le due fazioni sarebbero andate ciascuna per la propria strada con le rispettive auto. Ma qualche centinaio di metri più avanti, in direzione Cagliari sul Lungomare Saline, lui e un suo amico (Danilo Porcu) si sarebbero trovati affiancati a un semaforo e sarebbero ricominciati gli insulti dai finestrini. Poi, la ripartenza ma – ha detto Alessio Loddo al giudice – non ricorda che ci sia stato inseguimento e tanto meno speronamenti da parte loro contro l’altra auto. «Non ero lucido, stavo male e ho vomitato», avrebbe riconosciuto in sostanza il ragazzo «per il resto sono tutt’ora molto confuso. Ma non ricordo un incidente». L’avvocato Mascia, anche in virtù della collaborazione data dal giovane indagato, ha chiesto al Gip gli arresti domiciliari per il suo assistito.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
