Caro energia, cresce l’inflazione e la Bce alza i tassi d’interesse – I dati e le conseguenze su bilanci di famiglie e imprese
Con lo choc Iran arriva la prima stretta dal settembre 2023: ripercussioni immediate anche sui mutui
La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato il primo rialzo dei tassi d'interesse dal 2023, aumentando il costo del denaro di 25 punti base e portando il tasso sui depositi al 2,25%. La misura comunicata dal Consiglio Direttivo entrerà formalmente in vigore il 17 giugno 2026. La decisione risponde alle forti pressioni inflazionistiche innescate dallo shock energetico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.
«Le implicazioni complessive della guerra per l'inflazione e la crescita a medio termine – scrive la Bce in una nota – dipenderanno dall'intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell'energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Questa incertezza si riflette anche nell'ampiezza dei valori dell'inflazione e della crescita nei nuovi scenari formulati a scopo illustrativo dagli esperti dell'Eurosistema, che saranno pubblicati unitamente alle proiezioni sul sito Internet della Bce».
Valutare l'impatto su mutui e imprese
Il cambio di rotta della politica monetaria genera ripercussioni immediate sui bilanci di famiglie e imprese. Mutui a tasso variabile: l'incremento genera un rincaro stimato tra i 15 e i 20 euro mensili per ogni 100.000 euro di debito residuo. Rendimento dei conti deposito: l'aumento del tasso sui depositi spinge le banche commerciali a migliorare la remunerazione della liquidità. Costo del credito aziendale: secondo i dati diffusi da Confartigianato, i tassi medi per i finanziamenti alle PMI hanno già toccato il 3,65%, rallentando gli investimenti transizione green e digitale.
La presidente della Bce Christine Lagarde
«La decisione che abbiamo preso non è una decisione drastica»: un aumento di 25 punti base dei tassi «è una decisione che, chiaramente, invia un segnale ed è necessaria data la situazione economica in cui ci troviamo, l'incertezza che stiamo affrontando, le prospettive inflazionistiche e le proiezioni elaborate dall'Eurosistema», ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde. I rischi per lo scenario di crescita e d'inflazione sono tanto maggiori «quanto più dura la guerra in Medio Oriente», ha affermato Lagarde.
Secondo la Bce, ha detto, «l'aumento dei prezzi dell'energia spingerà ulteriormente l'inflazione durante l'estate e la manterrà ben al di sopra dell'obiettivo nella prima metà del 2027. Avrà inoltre un impatto sull'inflazione di alimentari, beni e servizi. L'inflazione dovrebbe poi tornare in linea con l'obiettivo nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell'energia e da un rallentamento degli aumenti degli altri prezzi».
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