La Nuova Sardegna

La replica

Vacanze care in Sardegna, gli albergatori contro il report: «Baja Sardinia non si paragona a Rimini»

Vacanze care in Sardegna, gli albergatori contro il report: «Baja Sardinia non si paragona a Rimini»

Secondo Assoutenti una settimana nell’isola costa molto più che in altre località italiane. Gli operatori contestano il confronto: «Categorie diverse, l’offerta va dal lusso ai campeggi»

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Non passano inosservati i termini di paragone usati nel report di Assoutenti per compiere le simulazioni sulle vacanze estive. Una settimana a Baja Sardinia a una famiglia costa più del doppio rispetto a Rimini, Milano Marittima, Caorle, Bibione, Jesolo, Cefaù o San Vito Lo Capo. «Sì ma qui si stanno paragonando le mele con le pere, dai», sbotta Maurizio Battelli, presidente dell’associazione Extra. Il numero uno regionale di Federalberghi, Paolo Manca, è più esplicito: «Mettono insieme le mele con i mazzi di chiavi o con i bulloni, categorie completamente diverse».

I rappresentanti delle strutture ricettive, osservatori diretti del settore turistico, sbuffano. Non per il caldo, ma «perché queste analisi non fanno altro che innescare nella gente quel meccanismo che non le porta a guardare alle vacanze in Sardegna “perché tanto è cara”. Ma non è così. L’isola offre la notte da migliaia di euro al Cala di Volpe così come il campeggio a 12 euro», sostiene Manca.

L’analisi evidenzia che una grande parte delle spese per una famiglia che sceglie di passare una settimana nell’isola va via tra andata e ritorno in nave. Viaggiare tra Civitavecchia e Olbia costa esattamente il doppio di una tratta Palermo-Napoli. «Il trasporto per il nostro turismo incide da sempre, quest’anno sappiamo bene la situazione da cui siamo passati sui rincari del carburante», riflette Maurizio Battelli.

La vacanza in Sardegna costa però più rispetto all’estate 2025. Questo si può dire e Battelli conferma, anche nelle strutture extralberghiere. «Il prezzo, sul totale regionale, è aumentato del 15 per cento». Cresce anche il rischio che si prende chi si occupa di accoglienza. È l’estate delle cancellazioni gratuite, unico modo per battere la concorrenza e la paura. «Le strutture continuano a tenere politiche di cancellazione flessibili. In questo modo, il turista non perde i soldi se succede qualcosa che lo porta ad annullare».

Adesso gli operatori turistici sardi facciano pure gli scongiuri: al netto di imprevisti geopolitici o catastrofi, l’ultimo dato del presidente di Extra fa sorridere. Sulle prenotazioni per camere, appartamenti e b&b si registra «un +7 per cento a luglio e un +4 per cento ad agosto sulla quantità, cioè il numero di notti prenotare rispetto al 2025. E in volume, cioè in euro, anche di più visto l’aumento del prezzo». Paolo Manca non ha dubbi: «Gli hotel di Baja Sardinia andrebbero paragonati con quelli di Portofino, Capri o Taormina. E allora si vedrebbe che i nostri sono economici. Caorle? Il confronto regge con Oristano, anche in questo caso più economica». Boccia la narrazione di isola per ricchi ma anche un’apparente inversione di tendenza che vedrebbe il turismo italiano trainante. «Per ora tiene ed è una buona notizia, ma per noi sono gli stranieri a determinare la crescita della stagione». (paolo ardovino)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il report

Vacanze, Assoutenti: «La Sardegna è la regione più cara d'Italia»

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative