Fuga dai piccoli paesi, Melissa Vacca: «A 29 anni ho scelto di restare, ora guido il futuro di Tiana»
La sindaca: «Nei giovani c’è tanta voglia di riscatto»
Sassari A soli 29 anni, Melissa Vacca ha scelto di non partire e di caricarsi sulle spalle il futuro della sua comunità. È lei la nuova sindaca di Tiana, antico borgo barbaricino celebre come il “paese dei centenari”. Un'elezione dal forte sapore simbolico, in netta controtendenza rispetto all'esodo giovanile che svuota le aree interne dell'Isola.
Come si costruisce un ponte tra la sua generazione, che guarda al digitale, e quella dei nonni di Tiana, che custodiscono la memoria fisica del paese?
«Credo, col beneficio del dubbio, che il ponte si possa costruire attraverso un ascolto attivo finalizzato a presentare dei risultati in termine di miglioramento, semplificazione che però non trascurano le radici del “da dove siamo partiti”. La generazione matura di Tiana, come tutte, è una generazione che crede poco nei giovani. Credo spetti a noi convincerli che ogni nostra azione sia finalizzata a non dimenticare ma a valorizzare quello da loro costruito e renderlo appetibile alla vita di oggi. Loro per noi sono indispensabili, ma lo siamo anche noi per loro».
I giovani sardi in fuga dalle zone interne in cerca di lavoro. Lei non solo è rimasta, ma si è caricata sulle spalle il municipio. Cos'è scattato?
«È scattata la voglia di riscatto". I giovani di Tiana esistono, hanno una voce, una voce che merita di essere ascoltata perché nasce da buone intenzioni che è giusto che diventino tangibili per Tiana.
L'entusiasmo dei 29 anni è un motore formidabile, ma la realtà dei piccoli Comuni è spesso fatta di casse semivuote, carenza di personale e una burocrazia asfissiante. E poi mancanza cronica di servizi. Quale è la carenza che pesa di più in una piccola comunità come Tiana?
«La carenza che pesa su Tiana è sicuramente l’assenza del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta. È una realtà che tocca qua anche realtà con utenze maggiori. Noi ci siamo, la nostra salute non va strumentalizzata, l’attenzione e le cure ai nostri figli valgono tanto. Il nostro è un piccolo trailer di quello che succede in gran parte del mondo ma noi abbiamo tutti gli strumenti, culturali, economici, politici, assistenziali per pretendere e sottolineo pretendere questo servizio. L’altro servizio che manca come il pane, guardando alla popolazione "adulta" è l’assenza dello sportello di Poste Italiane a cadenza giornaliera; siamo ridotti a 3 giorni a settimana senza il postamat. Vediamo, con l assenza dei servizi, persone autosufficienti, costrette a ridursi a chiedere dei favori per essere accompagnati nei paesi vicini per i bisogni essenziali, stiamo rendendo anziano chi non lo è, e parzialmente autonomo chi può essere autosufficiente. Auspichiamo di non vedere più scoraggiato chi si ritrova in una realtà che non considera i bisogni dei cittadini».
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