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Il caso nazionale

Cala Finanza, il sindaco Lai si difende: «Noi abbiamo fermato il cemento, non ci saranno resort»

di Dario Budroni
Cala Finanza, il sindaco Lai si difende: «Noi abbiamo fermato il cemento, non ci saranno resort»

Il primo cittadino è finito sotto accusa per il voto in consiglio comunale

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Porto San Paolo Francesco Lai non ci sta a passare per il sindaco che ha srotolato il tappeto rosso e aperto le porte del paradiso di Cala Finanza al cemento del gruppo Jhsf Fasano. Sotto attacco da più fronti, il primo cittadino di Loiri Porto San Paolo – invitato dalla minoranza a valutare anche le dimissioni – si difende e rispedisce le accuse al mittente: «Si sta tentando di accreditare una narrazione tanto semplicistica quanto falsa. E cioè quella secondo cui il consiglio comunale avrebbe favorito gli interessi dei privati e reso possibile l’approvazione dell’intervento a Cala Finanza. I fatti raccontano esattamente il contrario». Secondo Lai, improvvisamente finito al centro di un caso nazionale, è stato proprio il voto di novembre in aula a fermare la realizzazione di nuove strutture, bloccando l’aumento delle volumetrie tra la macchia mediterranea che si affaccia su Tavolara. «Il Consiglio non ha aperto la strada all’intervento – sottolinea Lai –, ma ha costruito gli argini che ne hanno limitato e neutralizzato gli effetti più impattanti».

La scelta

Il progetto Tavolara Bay ha cominciato a muovere i primi passi a Cala Finanza, dove dovrebbe nascere un beach club diffuso, di altissimo livello e immerso nella natura, con l’esistente Villa Joy a fare da perno del piano. Invece per il resto del progetto – che prevede hotel di lusso, ville, campi da golf ed eliporto da realizzare in un’altra area già acquistata – al momento non è stato ancora presentato alcun documento ufficiale al Comune. Di conseguenza Lai si riferisce solo al progetto di Cala Finanza, al quale il governo ha dato il via libera nonostante il parere negativo della Regione.

«La procedura Zes non è stata certo avviata dal Comune – spiega il sindaco del Pd –. Quando il Comune è stato chiamato a esprimersi, il procedimento era già in corso e la normativa attribuiva alla Struttura di missione Zes e al governo poteri straordinari capaci di superare i normali percorsi autorizzativi e urbanistici. A quel punto si poneva una scelta: limitarsi a un parere contrario, destinato con ogni probabilità, come poi è successo per tutti gli altri, a essere superato dalla procedura straordinaria, oppure utilizzare gli strumenti disponibili per incidere concretamente sul contenuto dell’intervento e difendere il territorio. Il Consiglio ha scelto la seconda strada».

Così Lai aggiunge: «Chi oggi parla di via libera omette un fatto fondamentale: il Consiglio non ha approvato la proposta presentata dalla società. L’ha radicalmente modificata. La richiesta originaria prevedeva una classificazione urbanistica che consentiva nuovi interventi e nuove volumetrie. Il Consiglio ha eliminato questa possibilità, riclassificando l’area in una categoria, F2 e non F4, che non consente realizzazione di volumi e che impone la destinazione di oltre il 50% delle superfici a parco pubblico. Tradotto: il Consiglio non ha autorizzato nuove strutture ricettive, non ha autorizzato nuove ville, non ha autorizzato nuovi volumi. Ha fatto esattamente il contrario. Se il Consiglio avesse realmente voluto favorire operazioni speculative, avrebbe recepito la proposta del privato. Invece l’ha svuotata dei suoi elementi più impattanti, limitando ogni possibile trasformazione agli immobili già esistenti».

La tutela

Il sindaco tiene anche a specificare che «l’approvazione della Zes è avvenuta non grazie al Comune, ma nonostante le limitazioni e le prescrizioni introdotte dal Comune». Per il primo cittadino, inoltre, non esiste alcuna contrapposizione tra il consiglio comunale e la Regione, dove tra l’altro il vicegovernatore è Giuseppe Meloni, ex sindaco di Loiri e al quale Lai è molto vicino. «Gli obiettivi erano gli stessi: tutelare Cala Finanza e impedire nuove compromissioni del territorio. La differenza è che il Comune, oltre a manifestare la propria contrarietà agli aspetti più impattanti dell’intervento, ha dovuto anche individuare una strategia amministrativa capace di produrre effetti concreti all’interno di una procedura straordinaria che prevedeva la possibilità di superare i pareri negativi, ritenuta da più parti e anche a mio parere anticostituzionale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, e lo saranno per i prossimi anni: nessun resort, nessuna nuova lottizzazione, nessuna espansione edilizia, nessuna autorizzazione alle volumetrie richieste».

Venerdì 19 giugno alle 17, il caso Cala Finanza sarà affrontato in un consiglio comunale aperto alla cittadinanza nella Sala delle farfalle di mare a Porto San Paolo.

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