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Trappole per turisti

Case fantasma e caparre sparite: così le truffe rovinano le vacanze in Sardegna

di Claudio Zoccheddu
Case fantasma e caparre sparite: così le truffe rovinano le vacanze in Sardegna

Dagli annunci su Facebook ai falsi link che imitano Booking, crescono i raggiri sugli affitti estivi: foto rubate, profili cancellati e bonifici finiti nelle mani dei truffatori

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Sassari La vacanza dei sogni può diventare un incubo. Basta un attimo. Per rovinare le ferie è sufficiente una prenotazione sbagliata o, nella peggiore delle ipotesi, una truffa. È capitato così che l’attico vista mare fosse in realtà una baracca su un tetto, che la tranquilla casetta in centro fosse puzzolente e infestata dagli scarafaggi o che le foto della villetta perfetta a due passi dal mare fossero associate all’Iban di un esperto truffatore, poi sparito con la “cassa” senza mai consegnare le chiavi.

Dagli annunci su Facebook ai falsi link che imitano Booking, crescono i raggiri sugli affitti estivi: foto rubate, profili cancellati e bonifici finiti nelle mani dei truffatori. Il problema è che la peggiore delle ipotesi si manifesta sempre più spesso. Sono decine le segnalazioni online fatte da aspiranti turisti rimasti con un palmo di naso davanti ai truffatori delle vacanze, una categoria in aumento, sempre più strutturata ed esperta, che punta ad alleggerire i villeggianti in pectore sfruttando ogni tipo di raggiro, da quelli più banali a quelli più credibili. Ci sono anche le (finte) generalità dei truffatori: Mary Fotia, Rosalia Urgias, Lucy Basso, Lucia Donato, Raffaele Accarino. Cinque nickname messi in fila in pochi minuti di navigazione su Facebook, segnalati dai truffati o da quelli, che hanno fiutato l’imbroglio e si sono tirati indietro.
Le storie La paura corre su Facebook. Sulla piattaforma esistono diversi “gruppi” in cui si offre e si cerca alloggio. La parola d’ordine è anche quella che genera le truffe: risparmio. Le case spesso costano poco, a volte anche troppo poco. L’idea di chiudere un affare, però, vince su tutto e alcuni ci cascano: «Siamo stati truffati da una signora che ha agito con un nome falso, si faceva chiamare Lucia Donato, poi ha agito anche come Lucy Basso – racconta Valentina, giovane turista veneta rimasta stregata dalle foto di una villetta di San Teodoro –. Chiaramente adesso il suo profilo è stato cancellato». Prima di sparire nei bassifondi del web, la signora Lucia, o Lucy, aveva piazzato la zampata: «Un bonifico da fare intestato a Raffaele Accarino, in sostanza una caparra pari a 300 euro». Il problema è che le foto erano di un’altra casa in affitto, la signora che “affittava” su Facebook chiaramente non esisteva e il vero proprietario dell’immobile era all’oscuro di tutto. L’unica cosa reale era l’Iban. E il bonifico per la caparra.

Tutto troppo facile? Forse. Quel che è certo è che sotto la denuncia della ragazza truffata ci sono decine di commenti scritti da persone che dicono di aver subito la stessa truffa, di essere stati contattati dalla stesse utente farlocca e di aver ricevuto le stesse fotografie. C’è anche chi si stupisce e si chiede come si possa cadere in una trappola così evidente: 1.100 euro per 11 notti a San Teodoro in una villetta moderna e raffinata sono davvero troppo pochi. A volte, basta un po’ di attenzione per fiutare il tranello. Altre volte è più complicato. Perché l’offerta può arrivare da piattaforme strutturate, come booking.com. Il sistema della truffa degli affitti tramite clonazione su Booking è decisamente più subdolo ed è rivolto a chi è già attivo sulla piattaforma degli affitti. L'utente riceve un link (via Sms, e-mail o su WhatsApp) che rimanda a una pagina web graficamente identica a Booking.com. L’indirizzo è contraffatto ma un occhio non esperto potrebbe non accorgersene. Una volta “pescato” con un’offerta vantaggiosa, il cliente viene spinto ad effettuare un pagamento immediato fuori dai canali protetti, per bloccare l’alloggio. Un pagamento che farà utilizzando la carta di credito e, dunque, consegnando ai truffati tutti gli estremi necessari ad alleggerire il conto, oltre a perdere la caparra.
 

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