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L’amore unisce Nulvi e Senegal, una raccolta fondi per un nuovo ospedale a Missirah: il sogno di Angelica e Bouba – Il progetto

L’amore unisce Nulvi e Senegal, una raccolta fondi per un nuovo ospedale a Missirah: il sogno di Angelica e Bouba – Il progetto

Chi desidera sostenere il progetto può seguire gli aggiornamenti sulla pagina Instagram afric.asenegal

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Nulvi Da una bambina da medicare al sogno di un nuovo ospedale. Tra la Sardegna e l’Africa una storia fatta di amore, radici e cura per gli altri. Angelica è una educatrice e pedagogista di Nulvi, Bouba è nato a Missirah, un piccolo villaggio del Senegal, e da dieci anni vive a Nulvi, dove ha costruito la sua vita e trovato l’amore e dove lavora in una comunità e fa l'attaccante nella squadra locale di calcio.

Angelica ha conosciuto Missirah attraverso lui e, con il tempo, è diventato anche per lei una seconda casa. Per il lavoro che fanno e per una scelta di vita, sono abituati a prendersi cura delle persone e proprio ciò che hanno vissuto durante il loro ultimo soggiorno in Senegal ha acceso in loro il desiderio di fare qualcosa di concreto. Sono entrati più volte nel presidio sanitario del villaggio, accompagnando alcune bambine della famiglia per delle cure e per visite di controllo. «È stato il mio primo vero contatto con quella realtà – racconta Angelica – abbiamo visto il luogo in cui vengono effettuate le medicazioni, il reparto maternità, le stanze in cui le donne partoriscono e i neonati ricevono le prime cure. Abbiamo incontrato il medico responsabile della struttura e ascoltato il racconto delle difficoltà che ogni giorno il personale sanitario affronta per garantire l'assistenza. È stato lì, osservando quegli ambienti e ascoltando quelle storie, che abbiamo capito di non poter restare indifferenti».

Ambienti vecchi, segnati dall’umidità e dalla muffa, condizioni igieniche estremamente difficili e una grave carenza di attrezzature e dispositivi medici. Poche settimane prima una donna aveva perso la vita. «Eppure, nonostante tutto – prosegue Angelica – il personale sanitario continua a lavorare con una dedizione straordinaria. Le persone pagano un ticket per le visite e le donne che partoriscono devono sostenere anche il costo del posto letto. Ma le risorse sono sempre insufficienti. L’unico ecografo della struttura non funziona e il battito dei bambini viene ancora ascoltato con metodi tradizionali».

Il presidio non serve soltanto i circa 7mila abitanti del villaggio ma anche chi arriva dai centri vicini, che non dispongono neppure di un servizio sanitario di base. Il medico ha un sogno: costruire un nuovo piccolo ospedale, più moderno, più sicuro e più dignitoso. Un progetto che sta portando avanti poco alla volta, utilizzando parte del proprio stipendio e le risorse del fondo cassa del villaggio, senza alcun sostegno da parte del governo.

«Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che non potevamo restare indifferenti – spiegano – e con tante paure ma con la convinzione che la solidarietà possa fare la differenza, abbiamo deciso di avviare una raccolta fondi, impegnandoci a gestirla di persona e con la massima trasparenza. In costante contatto con il medico, raccogliamo le reali necessità della struttura e ci occupiamo direttamente della raccolta fondi, dell’acquisto e dell’invio del materiale necessario. A oggi abbiamo raccolto 3.135 euro e siamo già riusciti a inviare un primo carico di materiale. L’obiettivo immediato è contribuire al completamento della nuova struttura. Poi vorremmo aiutarla ad acquistare le attrezzature mediche indispensabili per offrire cure adeguate e consentire alle donne di partorire in sicurezza. Ogni persona, indipendentemente dal luogo in cui nasce, dovrebbe avere il diritto di curarsi in un ambiente dignitoso e di mettere al mondo i propri figli in sicurezza».

Un progetto nato quasi per caso, entrando dalla porta di un piccolo presidio sanitario. Oggi quella porta è diventata per Angelica e Bouba una responsabilità e una speranza, quella di contribuire a trasformare un cantiere in un ospedale e offrire un futuro migliore a un’intera comunità.

Chi desidera sostenere il progetto può seguire gli aggiornamenti sulla pagina Instagram afric.asenegal. Oppure donare direttamente dal QR code, che consentirà di effettuare una donazione in modo semplice e diretto. Una storia di amore e di generosità con una forza silenziosa ma potente.

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