Caso 41bis, il piano del Ministero è ufficialmente partito: completato il trasferimento dei primi 128 detenuti
L’operazione Argus ha visto la partecipazione di 165 agenti della Polizia penitenziaria sotto il coordinamento del Gom
Dietro il nome in codice “Argus” si nasconde il primo tassello del segretissimo piano Kairos, il disegno di riorganizzazione del circuito del 41bis che vede la Sardegna in primo piano. Nelle scorse ore il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha concluso con successo la prima operazione di trasferimento massiccio dei boss mafiosi. Tra il 27 e il 28 giugno sono stati trasferiti contemporaneamente 128 detenuti sottoposti al regime speciale del 41bis dagli istituti di Novara, Cuneo, Tolmezzo e Milano, verso la casa di reclusione di Vigevano, individuata con decreto ministeriale del 18 giugno come nuova articolazione del circuito speciale.
La complessa operazione Argus è stata il primo vero e proprio banco di prova del piano di riassetto delle carceri voluto dal ministero della Giustizia, e ha coinvolto 165 agenti della Polizia penitenziaria, 15 furgoni per il trasporto detenuti, mezzi speciali, motoveicoli, ambulanze e perfino un velivolo ATR42MP della Guardia di Finanza per i trasferimenti più delicati. Il dispositivo è stato coordinato dal Gruppo operativo mobile (Gom) sotto la supervisione del capo del Dap Stefano Carmine De Michele e del dirigente generale Augusto Zaccariello.
L’operazione, anche dallo stesso ministero della Giustizia, viene letta come un passaggio fondamentale nell’attuazione del piano Kairos, il progetto che punta a ridisegnare la geografia del carcere duro italiano attraverso nuovi reparti, adeguamenti infrastrutturali e una diversa distribuzione dei detenuti sottoposti al regime differenziato.
Ed è proprio qui che l’isola assume un ruolo fondamentale. Secondo quanto illustrato nei mesi scorsi dall'ex sottosegretario Andrea Delmastro, in Sardegna i posti destinati al 41bis potrebbero crescere fino a circa 250 posti.
Attualmente nel carcere di Sassari-Bancali sono presenti 92 detenuti sottoposti al regime speciale e, secondo il cronoprogramma del Dap, altri 92 posti saranno attivati a breve nella casa circondariale di Cagliari-Uta. Con il completamento della nuova sezione di massima sicurezza di Badu e’ Carros, a Nuoro potrebbero arrivare altri 67 boss mafiosi.
Tempistiche
È però proprio sui tempi che si concentra l’attenzione. A pesare sul completamento delle sezioni di massima sicurezza di Nuoro e Uta sono criticità edilizie, che si traducono in importanti ritardi sulla tabella di marcia del Dap.
A Nuoro, uno dei nodi riguarda la realizzazione dei servizi igienici all’interno delle celle destinate al regime di 41-bis: i protocolli prevedono l’installazione di monoblocchi in acciaio, per ragioni di sicurezza e resistenza, ma in diverse sezioni sarebbero stati montati sanitari in ceramica, materiale considerato non idoneo.
A Uta, dove i detenuti sarebbero dovuti arrivare già entro gennaio, è mistero sullo stato di avanzamento dei lavori. Nonostante queste criticità, il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio ha già confermato l’impianto del piano. L’obiettivo resta il trasferimento dei detenuti al 41 bis entro la fine dell’anno anche negli istituti sardi, ritenuti strategici per posizione e caratteristiche.
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