Mini pacchi da Shein e Temu, da domani scatta il dazio Ue da 3 euro
Stop all’esenzione doganale per gli acquisti sotto i 150 euro spediti da Paesi extra-Ue. Il prelievo sarà applicato per voce doganale dichiarata, non semplicemente per pacco
Roma Da domani, 1° luglio, acquistare piccoli prodotti sulle grandi piattaforme di e-commerce extra-Ue potrà costare di più. L’Unione europea fa scattare la stretta sui cosiddetti “mini pacchi”, cioè gli invii di basso valore, fino a 150 euro, spediti direttamente ai consumatori europei da Paesi terzi.
Finora questi acquisti beneficiavano di un’esenzione doganale. Da domani, invece, entrerà in vigore un dazio temporaneo forfettario di 3 euro. La misura riguarda soprattutto il grande flusso di merci acquistate online su piattaforme come Shein e Temu, anche se Bruxelles precisa che non si tratta di un provvedimento rivolto contro un singolo Paese o contro un singolo operatore.
Un punto importante riguarda il modo in cui sarà calcolato il prelievo. I 3 euro non saranno applicati automaticamente a ogni pacco, ma a ogni “voce” doganale dichiarata. In pratica, se un unico invio contiene prodotti diversi, classificati in categorie doganali differenti, il dazio potrà essere conteggiato più di una volta.
La decisione nasce dall’enorme crescita delle spedizioni di basso valore. Secondo i dati indicati da Bruxelles, nel 2025 sono entrati nell’Unione europea 5,9 miliardi di articoli in pacchi di questo tipo, pari a circa 16 milioni di sdoganamenti al giorno. Si tratta di oltre il 97% degli articoli importati nell’Ue, anche se rappresentano appena il 2% del valore complessivo delle merci in entrata.
Il peso dell’e-commerce cinese è molto rilevante: secondo un alto funzionario della Commissione europea, supera di poco il 90% del totale. Bruxelles, però, respinge la lettura di una misura anti-cinese e sostiene che l’obiettivo sia intervenire su un fenomeno commerciale ormai diventato strutturale, con effetti sulle dogane, sui controlli e sulla concorrenza con gli operatori europei.
La stretta non si fermerà al primo luglio. Da novembre dovrebbe arrivare anche un contributo per la gestione doganale, la cosiddetta “handling fee”. L’importo non è stato ancora formalmente fissato, anche se l’ipotesi più accreditata è di altri 3 euro. La Commissione lo presenta come uno strumento per coprire i costi crescenti sostenuti dalle autorità doganali davanti a un volume di pacchi sempre più difficile da gestire.
Per i consumatori, l’effetto pratico sarà un possibile aumento del prezzo finale degli acquisti di basso valore provenienti da Paesi extra-Ue. Per le piattaforme e per i venditori, invece, la nuova fase comporterà una maggiore attenzione alla classificazione doganale dei prodotti e alle dichiarazioni presentate al momento dell’ingresso nell’Unione.
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